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Riportiamo l’articolo di Matteo Mascia pubblicato su “L’Unione Sarda” del  20 agosto 2019

Decreto Crescita: l’abbattimento fiscale sarà più alto per gli immigrati con figlia a carico

Esenzione fino al 90% se i residenti all’estero scelgono di rientrare

Non solo Maro Balotelli e vip. La nuova norma sul “rientro dei cervelli” coinvolge anche i sardi residenti all’estero: per loro i vantaggi sono molto più pesanti di quelli riservati ai calciatori.

Il Decreto Crescita recentemente convertito in legge prevede infatti che venga tassato solo il 50% del reddito imponibile degli sportivi residenti all’estero nei due anni precedenti. Opportunità colta al balzo dal patron del Brescia Massimo Cellino: l’imprenditore di Sanluri ha proposto a Balotelli un ingaggio con carico fiscale light. Il decreto è in vigore dal 29 giugno ma la piena operatività scatterà dal 1° gennaio: i sardi hanno quindi tutto il tempo per sondare il mercato del lavoro e organizzare il rientro.

Il Meccanismo

Francesca Solinas, tributarista di Solarussa dello studio Martinez – Tirabaci di Milano, declina l’impatto della novità normativa per i sardi residenti all’estero: “Chi torna nell’isola può godere di un esenzione che sale al 90%. Di conseguenza, il reddito prodotto in Italia concorre limitatamente al 10%. A differenza di quanto accadeva in passato non è necessario essere iscritti all’Aire. Basterà essere in grado di dimostrare di aver vissuto fuori dall’Italia per due anni. Occorre impegnarsi a risiedere in Italia per almeno due anni e in presenza di un figlio minore a carico si potrà usufruire del taglio Irpef per altri 5 anni”” Incentivi anche per chi si mette in proprio: “l’abbattimento fiscale sarà però solo del 50% dell’imponibile e si dovranno rispettare vincoli più stringenti”.

Punti deboli

Le norme per favorire il rientro degli emigrati non sono una novità. Nel corso degli anni si sono succedute diverse regole che hanno finito per confondere il quadro di riferimento. Michele, quadro sardo di un istituto di credito italiano con alle spalle diversi anni in una banca d’affari statunitense, evidenzia alcuni punti deboli: “Il decreto crescita lascia fuori chi aveva già usufruito dei vecchi incentivi. I nuovi rimpatriati avranno benefici molto superiori rispetto a me che sono rientrato in Italia nel 2017. Questo non favorirà per niente la permanenza dei contribuenti con un profilo spendibile oltre i confini nazionali. Non escludo quindi di tornare all’estero”.

Fonte “Matteo Mascia – L’Unione Sarda”