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Convegno “Racconto di un esodo annunciato”

Convegno “Racconto di un esodo annunciato”

Il Crei Acli Sardegna, in collaborazione con le Acli Provinciali di Cagliari e l‘Associazione InVento, nell’ambito del Progetto di Studio “Osservatorio Permanente sui flussi migratori e sulle condizioni delle migrazioni in Sardegna”, venerdì 2 agosto 2019 alle ore 10.30 presso la sede del Crei, in via Roma 173 a Cagliari, presenta il convegno dal titolo “ Racconto di un esodo annunciato – Emigrazione studentesca, analisi dei dati e confronto “. 

Nel corso del convegno verranno presentati i primi dati della ricerca Acli sul fenomeno dello spopolamento e dei flussi migratori. L’incontro sarà un’occasione per discutere, numeri alla mano, delle difficoltà dei giovani sardi nel trovare un lavoro e dei motivi che spingono tanti di loro ad emigrare per studiare all’estero o in altre regioni italiane.

Per il presidente del Crei Mauro Carta, coordinatore della ricerca realizzata in questi anni dalle Acli sui flussi migratori, “discutere di flussi migratori è importante, perché tutti insieme dobbiamo trovare delle soluzioni e dei programmi per contrastare questa situazione di emergenza, sono sempre di più i giovani sardi che lasciano l’Isola per cercare un lavoro all’altezza delle loro competenze. I giovani partono perché vogliono essere valorizzati e sono pronti per la mobilità internazionale – spiega Carta – mentre la Sardegna assiste per lo più indifferente alla fuga delle sue energie migliori”.

Parteciperanno:
Mauro Carta – Presidente Crei Acli Sardegna
Francesco Pitirra – Rappresentante degli studenti – Associazione In Vento
Antonello Caria –  Iares

E’ stata invitata la dott.ssa Alessandra Zedda – Ass. Reg. al Lavoro e Vice Presidente della Regione Sardegna

Durante l’incontro verranno ascoltate le testimonianze degli studenti fuori sede.

Per iscriversi al convegno contattare la segreteria al numero 07043039 oppure inviare una mail ad acliprovincialicagliari@gmail.com

Le nuove migrazioni: giovani che arrivano e giovani che partono

Le nuove migrazioni: giovani che arrivano e giovani che partono

Giovedì 15 novembre, a partire dalle 18.30 nei locali della sede Acli di viale Marconi 4 a Cagliari, le ACLI della Sardegna presentano  i dati Aire sulle migrazioni  e i risultati del progetto “Le nuove migrazioni: giovani che arrivano e giovani che partono“, realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Lavoro.

Due facce di un fenomeno che caratterizza il nostro tempo. Da una parte la diaspora dei giovani sardi, che partono alla ricerca di lavoro e di migliori opportunità. Dall’altra il flusso continuo dei ragazzi, che dall’Africa ma non solo, arrivano in Sardegna per crearsi una nuova vita.
Sono stati non meno di 400 mila gli emigrati sardi tra il 1955 ed il 1971, mentre nel 2014 si stima siano oltre 7.200, per la maggior parte giovani, ma sono stati 45.079 i cittadini stranieri che hanno deciso di vivere in Sardegna nel 2014.

Il progetto ha coinvolto un gruppo di giovani sardi e stranieri rendendoli protagonisti di un’attività di ricerca sul fenomeno migratorio in ingresso e in uscita dalla Sardegna, attraverso indagini, interviste e filmati con testimonianze di immigrati ed emigrati dell’Isola.
I racconti delle esperienze migratorie, delle vere e proprie biblioteche umane, sono stati raccolti in un video che sarà presentato al pubblico insieme ai risultati dell’indagine sul fenomeno migratorio sardo (dati Aire sulla situazione dell’emigrazione dei sardi nel mondo aggiornati a dicembre 2017).

Il progetto è nato dalla necessità di guardare il fenomeno migratorio da un diverso punto di vista. Solitamente, infatti – spiega la coordinatrice del progetto Benedetta Ianelli sentiamo parlare del fenomeno collegato gli sbarchi e agli arrivi di giovani immigrati dall’Africa, mentre il fenomeno interessa anche la nostra regione, in cui tanti giovani vanno via per cogliere opportunità lavorative e formative”.

All’evento parteciperanno, assieme alla Iannelli, il presidente di Acli Sardegna Franco Marras, il presidente delle Acli di Cagliari Mauro Carta, il Consigliere regionale Valter Piscedda, Antonella Arca e alcuni giovani partecipanti del progetto.

Per maggiori informazioni è possibile contattare gli uffici Acli chiamando il numero 07043039 o inviando una e-mail a acliprovincialicagliari@gmail.com o aclisardegna@tiscali.it

Convegno “L’emigrazione sarda in America, tra passato e presente”

Convegno “L’emigrazione sarda in America, tra passato e presente”

Sono 117.655 i sardi iscritti all’anagrafe italiana dei residenti all’estero (31/12/2017), 8.323 unità in più rispetto ai 109.327 del 2015.

Tra questi, oltre 10.00 risiedono nel continente americano. L’Argentina e gli U.S.A. , dopo la Svizzera, sono i paesi extra-unione europea con il maggior numero di sardi residenti.

Questi sono soltanto alcuni dei dati A.I.R.E. presentati a Cagliari dal CREI Acli in collaborazione con Acli provinciali, Ipsia Sardegna e Giovani delle Acli con il contributo della Regione Sardegna, in occasione del convegno “Emigrazione Sarda in America tra passato e presente”, un momento di approfondimento sull’emigrazione sarda nel nuovo continente.

Sardi iscritti all’A.I.R.E. residenti nel continente americano:

10.205 è il totale dei Sardi residenti in America di cui il 50,4%(5.153) sono maschi, mentre il 49,5% (5.052) sono femmine.

Minori di 18 anni: 1.467
Tra i 18 ed i 24 anni: 812
Tra i 25 ed i 34 anni: 1.507
Tra i 35 ed i 44 anni: 1629
Tra i 45 ed i 54 anni: 1.455
Tra i 55 ed i 64 anni: 1.248
Tra i 65 ed i 74 anni: 928
Oltre i 74 anni: 1.159

All’incontro, accanto al presidente di Acli provinciali Mauro Carta, hanno partecipato Pierpaolo Cicalò dell’Istituto Fernando Santi, Luisa Nieddu del Circolo dei sardi negli Stati Uniti, il ricercatore Roberto Corona e alcuni rappresentanti dei Circoli dei sardi in Argentina.

Emigrazione sarda in America: tra passato e presente

Emigrazione sarda in America: tra passato e presente

Martedì 09 Ottobre, a partire dalle 18.00, nella sede Acli di via Roma 173, si terrà un incontro organizzato da CREI Acli in collaborazione con Acli provincialiIpsia Sardegna e Giovani delle Acli con il contributo della Regione Sardegna.

Un momento di approfondimento sull’emigrazione sarda nel nuovo continente, nel corso del quale saranno presentati i dati AIRE (Anagrafe Italiana dei residenti all’Estero), con particolare riferimento alla situazione sarda e si potrà ascoltare l’esperienza di associazioni e circoli dei sardi .

Valigia in una mano e biglietto d’imbarco nell’altra. Per alcuni l’emigrazione in America è associata alle immagini in bianco e nero di un passato lontano, ma, con le dovute differenze, sono ancora tanti gli italiani e i sardi che lasciano la loro terra alla volta del Nuovo Mondo per trovare la propria strada.

All’incontro prenderanno parte, accanto al presidente del CREI Acli, Mauro CartaPierpaolo Cicalò dell’Istituto Fernando Santi, Luisa Nieddu del Circolo dei sardi negli Stati Uniti, il ricercatore Roberto Corona e alcuni rappresentanti dei Circoli dei sardi in Argentina. 

Per maggiori informazioni è possibile contattarci chiamando il numero 07043039 o inviando una e-mail a acliprovincialicagliari@gmail.com

Al convegno di Gesico l’analisi dei flussi migratori e dello spopolamento della Sardegna

Al convegno di Gesico l’analisi dei flussi migratori e dello spopolamento della Sardegna

Presentata la ricerca sull’analisi dei flussi migratori e dello spopolamento della Sardegna.

La Sardegna, sul piano demografico, vive da anni immersa in un film con poco bianco e tanto nero. Una pellicola dal copione trito, scontato, e purtroppo confermato anche dalle statistiche più recenti.
La popolazione dell’isola ormai cresce poco e solo grazie all’apporto degli stranieri: nel 2012, gli abitanti della regione sono aumentati di 2.533 unità, ma, senza il contributo degli immigrati, si sarebbe registrato un calo di 3.182 residenti.

Non si ferma, al tempo stesso, l’esodo dai piccoli paesi dell’interno alle maggiori città costiere e dalle aree limitrofe ai capoluoghi di provincia: solo nel 2012 le province di Nuoro (-789), Oristano (-599), il Medio Campidano (-554), il Sulcis (-444) e l’Ogliastra (-28) hanno perso complessivamente 2.414 abitanti in favore delle province di Olbia-Tempio (+1.963), Sassari (+1.800) e Cagliari (+1.184).

Cresce, intanto, anche la quota di sardi che lasciano l’isola per cercare maggiore fortuna in Italia, in Europa e nel resto del mondo: nel 2012, il numero degli isolani residenti all’estero ha sfondato il tetto dei 105 mila, e la corsa, considerata la tendenza in atto, non sembra affatto destinata a fermarsi.

Il guaio, sostengono numerosi osservatori, è che in Sardegna si è instaurato da alcuni anni un circolo vizioso fatto di recessione, scarse prospettive di lavoro e di vita, spopolamento ed emigrazione.
Un quadro a tinte fosche che emerge chiaramente anche dall’analisi demografica dell’isola nel 2012 realizzata da Mauro Carta, presidente delle Acli provinciali di Cagliari, in collaborazione con Marco Sideriricercatore del CRENoS, e presentata nel corso di “Sardegna migrante”, il convegno dedicato ogni anno, ad agosto, dalle Acli della Provincia di Cagliari e dal circolo Acli di Gesico proprio ai fenomeni dello spopolamento e dei flussi da e verso l’Isola.

All’incontro, organizzato nel centro S’Ulivariu di Gesico in collaborazione con la Proloco e il Comitato Festa dell’emigrato, hanno partecipato numerosi interlocutori provenienti dalle istituzioni e dal mondo dell’emigrazione.

Tra questi l’assessore regionale al Lavoro Mariano Contu che, intervenendo dopo i saluti del sindaco di Gesico, Rodolfo Cancedda, e della presidente del locale circolo Acli, Chiara Murgia, si è complimentato con gli autori per l’importante ricerca e ha rivendicato “le numerose azioni messe in campo dalla giunta per spezzare il circolo vizioso che dalla crisi porta allo spopolamento passando attraverso la disoccupazione”.
Contu, in particolare, si è soffermato sulla recente apertura del bando per la selezione dei beneficiari dei progetti per l’imprenditorialità comunale (POIC) e dell’azione dei progetti integrati per lo sviluppo locale (PISL), già selezionati e finanziati dalla giunta, anche in chiave anti-spopolamento, con le risorse del PO FSE.

L’assessore ha inoltre ricordato “i tanti interventi promossi dall’esecutivo regionale per favorire la crescita umana e professionale dei giovani e la nascita nell’isola di nuove realtà produttive: dai fondi per il programma Master and back a quelli per il microcredito in agricoltura” fino, appunto, alle agevolazioni legate ai progetti POIC e PISL.
In tempi di tagli alla spesa pubblica – ha spiegato Contu – i posti statali saranno sempre meno e quindi lo sviluppo della Sardegna, zone interne comprese, si dovrà realizzare sempre più attraverso la creazione di nuove imprese. Soprattutto i giovani dovranno trovare gli strumenti e il coraggio per rimboccarsi le maniche e andare alla scoperta di un territorio che ha estremo bisogno di essere valorizzato sia sul piano agricolo, sia su quello produttivo e artigianale”.

Quanto all’emigrazione, l’assessore ha ricordato “gli sforzi economici sostenuti dalla Regione a favore dei circoli dei sardi in Italia e nel mondo” e ha richiamato la necessità di trasformare sempre più gli stessi circoli in “vere e proprie agenzie di promozione della Sardegna nei cinque continenti”. Una sfida apprezzata e rilanciata sia da Pierpaolo Cicalò, presidente della Faes, la Federazione delle associazioni dei sardi emigrati nel mondo, sia da Massimo Cossu, componente dell’esecutivo della Fasi, la Federazione delle associazioni dei sardi in Italia.
Entrambi hanno ringraziato la Regione per il sostegno ricevuto negli ultimi anni e hanno confermato la volontà di contribuire con forza a sostenere il marchio Sardegna oltre i confini dell’isola.
Il nostro impegno c’è tutto – ha spiegato Cicalò – anche se talvolta facciamo fatica a dialogare con alcune realtà produttive dell’isola, che non dimostrano la nostra stessa voglia di fare e di progredire. I presupposti per ottenere risultati importanti ci sono, ma serve anche tanta consapevolezza e uno spirito nuovo”.
Anche la burocrazia spesso è un grosso ostacolo allo sviluppo – ha aggiunto Cossu – perché rende difficile ciò che potrebbe e dovrebbe essere estremamente facile. Meno invidie, meno scartoffie e una maggiore collaborazione renderebbero più semplice il lavoro di chi è impegnato nei circoli e soprattutto invoglierebbero molti emigrati a rientrare nell’isola per provare a creare qualcosa di inedito”.

Sulla questione del partire e del tornare è intervenuto  in sardo e con grande efficacia, anche il regista e giornalista Tore Cubeddu, nato in Svizzera (nel 1975) da genitori sardi e tornato poi in Sardegna a metter su famiglia e a far correre nuove iniziative.
Il ritorno deve essere una libera e meditata scelta – ha ricordato Cubeddu – ognuno deve fare ciò che si sente e assecondare le proprie inclinazioni. Io sono tornato, ho deciso di abitare in un piccolo paese e naturalmente non sono tutte rose e fiori. L’importante, però, ed è ciò che vorrei trasmettere ai miei figli, è sentirsi in pace con se stessi. Se loro vorranno, potranno andare via dall’isola, non sarò certo io a fermarli. Vorrei però che la fuga non fosse dettata dalla povertà, come in passato, ma dalla curiosità. E vorrei anche che la Sardegna facesse di tutto per convincere i suoi figli emigrati a tornare: non per pagare un debito, ma per realizzare un sogno. Ecco, il mio auspicio è proprio questo: che i giovani sardi si sentano liberi di lasciare l’isola, ma poi trovino la voglia di ritornarci per migliorarla e per arricchirla con le loro conoscenze e competenze. Visti in questa chiave, i fenomeni dello spopolamento e dell’emigrazione non sarebbero infatti delle autentiche tragedie, ma delle perdite temporanee e fondamentali per la crescita della Sardegna. Sacrifici quasi necessari pur di veder nascere un domani un’isola totalmente nuova”.

Scarica la ricerca

Immigrazione e sviluppo economico nella Sardegna contemporanea

Immigrazione e sviluppo economico nella Sardegna contemporanea

Giovedì 29 settembre, presso la sede Acli di via Roma 173 a Cagliari, CREI Sardegna in collaborazione con Acli Sardegna e Acli provinciali Cagliari, Associazione culturale Tiria Noa e Fondazione Sardegna presentano lo studio “Immigrazione e sviluppo economico nella Sardegna contemporanea” condotto dal dott. Mauro Carta.

L’incremento della componente straniera è avvenuto in termini significativi negli ultimi dodici anni con un alto trend di crescita.
Considerando i dati Istat dal 2004 al 2016 si nota che il dato riguardante gli stranieri in Sardegna è cresciuto  di oltre il 330% mentre nello stesso periodo il tasso di crescita  dei cittadini sardi  è stato soltanto dell’ 1%.

In base ai dati Istat, al 1 gennaio 2016, la Sardegna ospita 47.425 immigrati, ben il 2,8% sul totale della popolazione(1.658.138). Di questi il 56% sono femmine, mentre il 45,6% sono maschi.

Con un aumento di 613 unità rispetto all’anno precedente, Cagliari risulta essere la città col maggior numero di stranieri (7.754).
Seguono Olbia 5.869 (+201),  Sassari 3.784 (+330),  Quartu Sant’Elena 2.078 (+117),  Alghero 1.771 (+43), Arzachena 1.395 (+10) Nuoro 1.189 (+43).

Il 52,64% (24.969) degli immigrati è di origine europea, proveniente da paesi quali la Romania (13.550), Ucraina (2.304), Germania (1.358), Polonia (1.116), Francia (672), Albania (643), Regno Unito (638), Bosnia Erzegovina (580), Russia (576).

11.588 (24,43%) sono i cittadini provenienti dal continente africano, in particolare dal Marocco (4.390), Senegal (4.211), Nigeria (995), Tunisia (502).

Il 18,20% (8.620) sono di origine asiatica, prevalentemente dalla Cina (3.208), Filippine (1.806), Pakistan (1.121), Bangladesh (1.015), India (502).

2.178 (4,59%) provengono dal continente americano, mentre solo 37 (0,08) dall’Oceania.

Le imprese

In Sardegna sono 9.005 gli imprenditori stranieri extra UE che ricoprono una carica all’interno di un impresa (31/03/2016 -fonte Info Camere -Unioncamere).

Il Pil dell’immigrazione è pari a 123 miliardi ovvero l’8,8% della ricchezza italiana. 6,8 miliardi di euro è l’introito che gli immigrati portano al Paese ogni anno.

Inps

Gli stranieri in Italia versano ogni anno 8 miliardi di euro di contributi sociali e ne ricevono solo 3 in forma di pensioni e altre prestazioni, con un saldo netto di circa 5 miliardi.

Sardegna, Mediterraneo, Europa: nuovi processi di integrazione

Sardegna, Mediterraneo, Europa: nuovi processi di integrazione

CREI Acli Sardegna, in collaborazione con Associazione culturale Tiria Nora, Acli provinciali Cagliari, Fondazione Sardegna, Associazione Amal Sardegna- Marocco, Ipsia Acli e Regione Autonoma della Sardegna, presentano il seminario “Sardegna, Mediterraneo, Europa: nuovi processi in integrazione” tenutosi  a Cagliari il 28 luglio 2016, durante il quale sono stati presentati i dati sui trend dei flussi migratori, ricerca condotta dal dott. Mauro Carta.

L’incremento della componente straniera è avvenuto in termini significativi negli ultimi dodici anni con un alto trend di crescita.
Considerando i dati Istat dal 2004 al 2016 si nota che il dato riguardante gli stranieri in Sardegna è cresciuto di oltre il 330% mentre nello stesso periodo il tasso di crescita dei cittadini sardi  è stato soltanto dell’ 1%.

In base ai dati Istat, al 1 gennaio 2016, la Sardegna ospita 47.425 immigrati, ben il 2,8% sul totale della popolazione(1.658.138). Di questi il 56% sono femmine, mentre il 45,6% sono maschi.

Con un aumento di 613 unità rispetto all’anno precedente, Cagliari risulta essere la città col maggior numero di stranieri (7.754).
Seguono Olbia 5.869 (+201),  Sassari 3.784 (+330),  Quartu Sant’Elena 2.078 (+117),  Alghero 1.771 (+43), Arzachena 1.395 (+10) Nuoro 1.189 (+43).

Il 52,64% (24.969) degli immigrati è di origine europea, proveniente da paesi quali la Romania (13.550), Ucraina (2.304), Germania (1.358), Polonia (1.116), Francia (672), Albania (643), Regno Unito (638), Bosnia Erzegovina (580), Russia (576).

11.588 (24,43%) sono i cittadini provenienti dal continente africano, in particolare dal Marocco (4.390), Senegal (4.211), Nigeria (995), Tunisia (502).

Il 18,20% (8.620) sono di origine asiatica, prevalentemente dalla Cina (3.208), Filippine (1.806), Pakistan (1.121), Bangladesh (1.015), India (502).

2.178 (4,59%) provengono dal continenti americano, mentre solo 37 (0,08) dall’Oceania.