Seleziona una pagina
Corso di lingua e cultura russa

Corso di lingua e cultura russa

Il Crei Acli, in collaborazione con le Acli di Cagliari e le Acli della Sardegna, promuove un corso di lingua e cultura russa – livello base. Le lezioni si terranno nella sede di Viale Marconi 4 a Cagliari il martedì e il giovedì dalle ore 15 alle ore 17 per un totale di 20 ore con insegnante madrelingua.

Il corso sarà il primo passo per approcciarsi al mondo della sesta lingua più parlata al mondo, con 160 milioni di parlanti nativi e 100 milioni di persone che lo parlano come seconda lingua, e ad una cultura molto ricca: musica, grandi classici letterari, film d’autore.

Durante le lezioni del corso base saranno affrontati i seguenti argomenti:

  • alfabeto russo;
  • fonetica;
  • conoscenza ed uso delle principali strutture di morfologia e sintassi della lingua russa: sostantivi e aggettivi, pronomi, verbi, consenso e negazione;
  • numeri, giorni della settimana e mesi;
  • esercizi di lettura e traduzione in italiano di testi elementari in lingua russa.

La data di inizio sarà stabilita una volta completata la classe.

Per maggiori informazioni e per le iscrizioni invitiamo tutti gli interessati a contattare la segreteria organizzativa alla mail acliprovincialicagliari@gmail.com

Meno 13mila abitanti in un anno. Prosegue il declino demografico della Sardegna.

Meno 13mila abitanti in un anno. Prosegue il declino demografico della Sardegna.

È come se tutti gli abitanti di Villa San Pietro, o Desulo, si fossero trasferiti fuori dall’Isola. Se si aggiunge la differenza tra i nati e i morti di quest’anno di pandemia, invece, è come aver perso tutta la popolazione di Tempio Pausania, o Villacidro. Non accenna a migliorare la situazione demografica della Sardegna. Gli ultimi dati Istat certificano oltre 13 mila abitanti in meno, 2650 dei quali si sono trasferiti.

«In un solo anno abbiamo perso esattamente 13.396 abitanti – dice il presidente Crei Acli Mauro Carta –. Anche a causa della pandemia i morti sono stati 18.994, mentre nel 2019 erano stati 17.003 (+1.991). Il saldo delle nascite è negativo (-610). Preoccupa inoltre il persistere dell’emorragia di sardi, in gran parte formati e con un alto livello di specializzazione, che decidono di lasciare l’Isola privandola di competenze e risorse che sarebbero fondamentali per il rilancio della sua economia».

Dai dati presentati dall’Istat nei giorni scorsi emerge che nel 2020 la popolazione della Sardegna è passata da 1.611.621 abitanti (791.696 maschi e 819.925 femmine) a 1.598.225.

«In media abbiamo perso circa 1350 abitanti ogni mese (sommando saldo naturale ed emigrati) – prosegue Carta –. È una vera emergenza: serve un cambio di passo da parte delle istituzioni, sono necessari programmi mirati e progetti innovativi. Noi, con il nostro Osservatorio permanente, organizzeremo nelle prossime settimane una serie di eventi per affrontare il tema partendo dallo studio e dall’analisi dei dati demografici, dei dati Aire e stimolando la collaborazione dei vari attori locali. L’obiettivo è di trovare nuove soluzioni a questo problema ormai cronico».27

Un aiuto per gli emigrati sardi di ritorno dall’estero. Il Crei attiva un Help desk dedicato

Un aiuto per gli emigrati sardi di ritorno dall’estero. Il Crei attiva un Help desk dedicato

Hanno competenze ed esperienze che sarebbero fondamentali per il rilancio del tessuto produttivo isolano. A causa della Pandemia hanno perso il lavoro che svolgevano all’estero, oppure sono stati costretti a ritornare per assistere un familiare, e ora si trovano in difficoltà. È questo l’identikit dei destinatari dell’iniziativa promossa dal Crei Acli, in collaborazione con Faes e finanziata dalla Fondazione di Sardegna.

Si tratta di un help desk creato per dare un servizio di orientamento, sostegno e accompagnamento al lavoro e alle agevolazioni attive su tutto il territorio regionale, a tutti gli emigrati sardi cosiddetti di ritorno. L’obiettivo principale è quello di aiutarli a reinserirsi con successo nel tessuto produttivo e allo stesso tempo far sì che le loro potenzialità e competenze possano aiutare la nostra economia.

I principali servizi offerti sono: l’orientamento ai servizi sul territorio e accesso alle prestazioni sociali; il supporto normativa e procedure amministrative; l’orientamento al lavoro e allo studio; il sostegno alla creazione d’impresa.

L’help desk riceve su appuntamento. Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria alla mail: crei.osservatorioregionale@gmail.com

 

Progettiamo insieme. Dalla teoria alla pratica

Progettiamo insieme. Dalla teoria alla pratica

Vi informiamo che il CREI Acli in collaborazione con le associazioni del sistema Acli hanno organizzato il corso di progettazione “Progettiamo insieme. Dalla teoria alla pratica”, rivolto  ai dirigenti dei circoli sardi nel mondo, ai giovani e volontari.

Il corso sarà presentato online sabato 12 dicembre alle ore 10.00 ed avrà inizio il 9 gennaio, durerà 30 ore con 2/3 incontri mensili che si terranno il sabato mattina dalle 09.30 alle 12.30.

 

L’intento è trasferire conoscenze sulle tecniche di progettazione e far acquisire competenze a coloro che, nell’ambito della nostra Associazione e della nostra rete internazionale, hanno voglia di impegnarsi nell’attività di progettazione e poter contribuire alla presentazione di proposte progettuali che permettano alla propria realtà associativa di crescere, cogliere nuove opportunità e reperire le risorse economiche per potenziare le attività nei territori.

Scarica qui  Locandina Progettazione e Modulo di adesione

Gli interessati dovranno inviare il modulo compilato e firmato entro il 10 dicembre 2020.

Si richiede di allegare la copia di documento di identità.

 

Cordiali saluti

La Segreteria

 

Segreteria CREI Acli 

 

email crei.osservatorioregionale@gmail.com

Osservatorio permanente sui flussi migratori

Osservatorio permanente sui flussi migratori

La Sardegna tra migrazioni e spopolamento
Presentazione dell’osservatorio permanente sui
flussi migratori in Sardegna
Intervengono
Mauro Carta, Presidente CREI Acli
Franco Marras, Direzione nazionale Acli
Antonello Caria, Forum Terzo Settore
Marco Zoppi, Fondazione di Sardegna

corso online “Management culturale. Buone pratiche per la Sardegna”

corso online “Management culturale. Buone pratiche per la Sardegna”

siamo lieti di invitarvi al corso online di “Management culturale. Buone pratiche per la Sardegna” organizzato dal CREI ACLI Sardegna. 
Il corso gratuito è finalizzato ad informare i futuri operatori della cultura su buone pratiche locali, nazionali ed internazionali di ideazione, pianificazione e gestione di progetti e programmi culturali.

Il corso si svolgerà online per mezzo delle piattaforme Google Meet e Classroom. Per partecipare è necessario un PC connesso a internet con webcam e microfono o, in alternativa, un tablet o uno smartphone.

Il corso è diviso in 4 moduli da 4 ore ciascuno (16 ore totali) e si terrà a settembre il sabato mattina dalle 9 alle 13. Il calendario delle lezioni è il seguente: 26 settembre; 10 ottobre; 24 ottobre; 7 novembre 2020.

Programma:

1) La società e la cultura in Sardegna;

2) Attivare la creatività: lo sviluppo dei progetti culturali e la gestione dei processi artistici;

3) Marketing e comunicazione culturale;

4) Il pubblico e il processo partecipat

Adempimento all’obbligo di trasparenza previsto dalla Legge 124/2017.

Adempimento all’obbligo di trasparenza previsto dalla Legge 124/2017.

Adempimento all’obbligo di trasparenza previsto dalla Legge 124/2017.

CREI ACLI (Comitato Regionale Emigrazione Immigrazione Acli)
 Via Roma 173, Cagliari
C.F. 92000400926 Io sottoscritto Mauro Carta, in qualità di Legale Rappresentante di CREI ACLI consapevole che la Legge 124/2017 (art 1, cc 125 e segg) richiede agli enti non profit la pubblicazione nei propri siti o portali digitali delle “informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti” da enti e società pubbliche, pena la restituzione delle somme incassate,
DICHIARO che i dati e le informazioni qui riportate relative alle suddette risorse incassate nel corso del 2019 sono complete e rispondono al vero”
Cagliari , 27/02/2020

Provenienza Progetto Contributo
 

 

 

 

Regione della Sardegna

L.R.7/91 Progetto Regionale per l’Emigrazione 2019 ad indirizzo assessoriale, denominato “Progetto di comunicazione e valorizzazione delle esperienze del mondo dell’emigrazione, con particolare riguardo alle buone prassi e al mondo giovanile, sulle maggiori emittenze televisive della Sardegna (Videolina, Sardegna1 e TCS), acconto. Periodo incasso 2019  

 

 

 

9.600,00 €

 

 

 

 

Regione della Sardegna

L.R.7/91 Progetto Regionale per l’Emigrazione 2019 ad indirizzo assessoriale, denominato “Progetto di comunicazione e valorizzazione delle esperienze del mondo dell’emigrazione, con particolare riguardo alle buone prassi e al mondo giovanile, sulle maggiori emittenze televisive della Sardegna (Videolina, Sardegna1 e TCS), saldo. Periodo incasso 2019  

 

 

 

3.00,00 €

 

Regione della Sardegna

L.R. 7/91 Progetto Giovani 2019. Periodo incasso 2019  

12.000,00 €

 

Regione della Sardegna

L.R. 7/91 Contributo funzionamento attività saldo 2018. Periodo incasso 2019  

683,66 €

 

 

 

Regione della Sardegna

L.R. 7/91 Progetto Giovani 2019. Periodo incasso 2019 12.000,00 € Regione della Sardegna L.R. 7/91 Contributo funzionamento attività saldo 2018. Periodo incasso 2019 683,66 € Regione della Sardegna L.R. 7/91 Contributo funzionamento attività acconto 2019. Periodo incasso 2019  

 

 

8.250,00 €

 

Regione della Sardegna

L.R. 5/2017 Progetto Regionale anticipazione Flussi Migratori. Periodo incasso 2019  

40.000,00 €

 

 

Regione della Sardegna

L.R. 5/2017 Progetto Regionale anticipazione Flussi Migratori. Periodo incasso 2019 40.000,00 € Regione della Sardegna L.R. 5/2017 Progetto Regionale saldo Flussi Migratori. Periodo incasso 2019  

 

30.000,00 €

Regione della Sardegna L.R. 48/18 Progetto Studio Flussi Migratori. Periodo incasso 2019

70.000,00 €

   

TOTALE 173.533,66 €

 

 

SCARICA IL DOCUMENTO

Isole a confronto: gemellaggio Sardegna-Canarie

Isole a confronto: gemellaggio Sardegna-Canarie

Incontro Sardegna – Canarie grazie al progetto del Crei

Entra nel vivo il progetto del Crei Acli incentrato sull’interscambio di politiche di sviluppo con l’obiettivo  di creare un sistema di relazioni stabili e di confronti periodici in grado di portare risultati concreti per la nostra economia.

Focus su Spopolamento, Economia, Trasporti e Turismo

Trasporti e continuità territoriale, esenzioni e agevolazioni per le imprese, incentivi per i giovani e opportunità nel settore turistico. Sono questi i principali temi su cui si incentra il progetto di confronto sullo sviluppo tra la Sardegna e l’arcipelago delle Canarie lanciato dal Crei, assieme alle Acli provinciali di Cagliari.

L’incontro tra queste realtà isolane con tanto in comune, sta per entrare nel vivo dopo circa un anno di incontri preparatori e progettazione. «Ciò che vogliamo ottenere è la creazione di un sistema di relazioni stabili e di confronti periodici in grado di portare risultati concreti per la nostra economia – spiega il presidente del Crei Acli (Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione) Mauro Carta –. Dopo gli incontri preliminari degli scorsi mesi, il progetto prevede ora una fase di stimolo di gemellaggio tra comuni, progetti di interscambio e di contrasto allo spopolamento, opportunità di contatto tra associazioni e momenti di condivisione di buone pratiche sui principali temi comuni: dai trasporti e la continuità territoriale alle opportunità offerte dal turismo tra cultura e natura».

L’arcipelago spagnolo situato nell’Atlantico, al largo delle coste marocchine, conta oltre due milioni di abitanti e ha un Pil in costante crescita negli ultimi anni (oltre il 2%), in particolare grazie alle politiche legate al turismo e allo stimolo dei consumi.

A dicembre scorso si è tenuto un importante incontro nell’isola di Gran Canaria durante il quale sono state poste le basi per l’ingresso nella fase operativa del progetto.

La rappresentante delle Acli Isabel Vera ha incontrato Don Jose Carlos de Blasio, Console italiano nell’isola di Gran Canaria, Antonio Medina, presidente de FENORTE (federazione imprenditoriale dei comuni del nord dell’isola), Pablo Linares, Direttore del Patronato di Turismo di Gran Canaria ed esponenti di Mancomunidad, Unione di comuni del nord, di Patio de Las Culturas, associazione che si occupa di intercultura, formazione, immigrazione, diritti umani, e di Charter GC, associazione di donne imprenditrici molto riconosciuta dalle istituzioni, lottano per la disuguaglianza e la violenza di genere.

A breve verrà individuato un comune facente parte della Mancomunidad (Comarca dei comuni del nord di Gran Canaria) che assieme al comune di Iglesias darà il via al processo per il gemellaggio.

Brains to Sardinia: in arrivo i primi giovani emigrati alla riscoperta dell’Isola.

Brains to Sardinia: in arrivo i primi giovani emigrati alla riscoperta dell’Isola.

Brains to Sardinia: in arrivo i primi giovani emigrati alla riscoperta dell’Isola. Al via il progetto anti spopolamento di Crei Acli

Lunedì inizieranno le attività dei primi giovani emigrati di prima e seconda generazione del progetto Talent IN Sardinia, parte del programma Brain to Sardinia.

Storie differenti con la Sardegna come comune denominatore. Lunedì i primi giovani emigrati di Talent IN Sardinia cominceranno il loro percorso alla riscoperta dell’Isola e delle proprie radici grazie al progetto organizzato dal Crei (Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione delle Acli) con il contributo della Fondazione di Sardegna, diretto a contrastare la “fuga dei cervelli” e favorire il rientro di coloro che, spesso a malincuore, hanno lasciato la propria terra.

Augustin arriva dall’Argentina, è figlio di emigrati provenienti da Bitti e in Sudamerica ha studiato musica alla Professional Musician at Escuela de Música Contemporánea (EMC). Dal 23 settembre al 20 ottobre tornerà nel paese da cui arriva la sua famiglia per lavorare, assieme ai ragazzi della scuola di musica di Selargius, ad un progetto musicale che mette al centro la musica folkloristica e il canto a Tenores.

Jennifer invece ha trascorso la sua infanzia tra la Germania e la Toscana, è tornata con la famiglia a Muravera per qualche anno per poi ripartire per studiare fotografia a Firenze e poi a Londra. Dal 23 settembre al 5 ottobre, dalla capitale britannica tornerà nella Blue Zone dei centernari, tra i produttori di formaggi, miele, dolci e pasta, per lavorare al suo libro fotografico “The elixir of life”.

Paola è invece originaria del sassarese, viene da Sorso, ma si è trasferita in Svizzera dove lavora come operatrice sociale. Dal 29 settembre al 6 ottobre tornerà in Sardegna per studiare una fattoria didattica e recuperare conoscenze relative ai metodi di coltivazione ed allevamento avvalendosi dell’aiuto di professionisti del settore.

«Augustin, Jennifer e Paola sono i primi tre partecipanti al nostro progetto. Il nostro obiettivo principale è gettare un ponte, ripristinare il contatto di questi giovani con la loro terra, in modo da valorizzare il capitale umano e trasformarlo in un volano per lo sviluppo della Sardegna – spiega il presidente del Crei Mauro Carta –. Il programma Brains to Sardinia comprende anche le attività di formazione di “Giovani 2019”, dedicate ai sardi che vivono in Usa, Canada e Australia, e, per quanto riguarda la prevenzione dello spopolamento, un concorso indirizzato ai sardi sotto i 35 anni».

Il Crei ha infatti deciso di agire anche sul fronte interno, attraverso un concorso. «Non si tratta di una tradizionale linea di attività “a bando” o “a invito”, ma di una opportunità per realizzare iniziative dal carattere speciale ed innovativo dal forte contenuto socio-economico – dice il Carta –. Abbiamo destinato specifiche risorse per i progetti che verranno selezionati, per presentarli c’è tempo sino al 31 ottobre, il concorso è aperto a giovani dai 18 ai 35 anni residenti in Sardegna o emigrati di prima e seconda generazione». Tra tutti, saranno premiati i più innovativi, sotto il profilo tecnologico ma non solo, e quelli che saranno in grado di rappresentare un effettivo avanzamento in termini di buone pratiche, collaborazione tra diverse realtà. Tanti i premi: educational tour in Sardegna e voucher formativi.

Brains to Sardinia

Brains to Sardinia

Brains to Sardinia: sostegno ai progetti dei giovani emigrati, formazione e un concorso dedicato ai sardi.
Ecco il programma anti spopolamento di Crei Acli

A metà settembre arriveranno in Sardegna i giovani emigrati di prima e seconda generazione del progetto Talent IN Sardinia. Dal 13 al 23 ottobre partiranno invece le iniziative legate al progetto Giovani 2019 dedicate ai sardi che vivono in Usa, Canada e Australia. Sul fronte della prevenzione, entro il 31 ottobre è possibile presentare le proprie iniziative e partecipare al concorso “Idee innovative”, tra i tanti premi: educational tour in Sardegna e voucher formativi.

Sono oltre 10mila i giovani sardi che hanno lasciato l’Isola per portare i propri talenti oltremare negli ultimi tre anni. Secondo i dati Aire 16.598 ragazzi sotto i 18 anni e ben 27.653 tra i 18 e i 35 anni vivono stabilmente all’estero. Una perdita tanto pesante per il territorio quanto capace di generare conseguenze virtuose. Ed è questo l’obiettivo principale del programma Brains to Sardinia organizzato dal Crei Acli (comitato regionale emigrazione immigrazione) per promuovere e potenziare lo sviluppo sociale, civile ed economico della Sardegna attraverso la valorizzazione della risorsa rappresentata dai nostri emigrati di prima e seconda generazione.

Il programma si articola in due sezioni e un concorso – spiega il presidente di Crei Mauro Carta –, in primo luogo, attraverso il progetto Talent IN Sardinia (cofinanziato dalla Fondazione di Sardegna) proveremo a sostenere i progetti di sviluppo per la Sardegna promossi da giovani emigrati, quindi, con il progetto Giovani 2019, finanziato dall’Assessorato del Lavoro della Regione Sardegna, verranno organizzate attività di “formazione e informazione” dirette a giovani emigrati degli Stati Uniti, Canada e Australia, con il fine di rafforzare le loro conoscenze e competenze per favorire processi di sviluppo dei circoli dei Sardi all’estero”.

Si tratta di un intervento diretto a contrastare la “fuga dei cervelli” e favorire la naturale tendenza a ritornare che viene manifestata da chi, spesso a malincuore, ha lasciato la propria terra.

A metà settembre arriveranno in Sardegna i giovani emigrati di prima e seconda generazione aspiranti imprenditori del progetto Talent IN Sardinia: per la durata di un mese, i giovani emigrati, saranno impegnati nell’isola ad elaborare le loro idee, mettendo a disposizione le competenze acquisite all’estero all’interno del loro territorio di origine.
Dal 13 al 23 ottobre, invece, partiranno le iniziative legate al progetto Giovani 2019 dedicate ai sardi che vivono in Usa (New York e Detroit), Canada (Montreal e Toronto) e Australia (Sidney, Brisbane e Melbourne). “Da anni sosteniamo che creare sviluppo e crescita sia l’unico vero antidoto allo spopolamento – sostiene Carta –, con questi progetti, di cui Crei è capofila, proveremo a valorizzare il capitale umano rappresentato da questi giovani, in modo che possa rappresentare un volano per lo sviluppo della Sardegna”.

IL CONCORSO “IDEE INNOVATIVE”

Sul fronte interno, quello della prevenzione e del contrasto dell’emigrazione giovanile, il Crei ha invece deciso di agire attraverso un concorso. “Non si tratta di una tradizionale linea di attività “a bando” o “a invito”, ma di una opportunità per realizzare iniziative dal carattere speciale ed innovativo dal forte contenuto socio-economico – dice il presidente –. Abbiamo destinato specifiche risorse per i progetti che verranno selezionati, per presentarli c’è tempo sino al 31 ottobre, il concorso è aperto a giovani dai 18 ai 35 anni residenti in Sardegna o emigrati di prima e seconda generazione”. Tra tutti, saranno premiati i più innovativi, sotto il profilo tecnologico ma non solo, e quelli che saranno in grado di rappresentare un effettivo avanzamento in termini di buone pratiche, collaborazione tra diverse realtà. Tanti i premi: educational tour in Sardegna e voucher formativi.

Decreto Crescita: tasse ridotte per chi torna in Sardegna

Decreto Crescita: tasse ridotte per chi torna in Sardegna

Riportiamo l’articolo di Matteo Mascia pubblicato su “L’Unione Sarda” del  20 agosto 2019

Decreto Crescita: l’abbattimento fiscale sarà più alto per gli immigrati con figlia a carico

Esenzione fino al 90% se i residenti all’estero scelgono di rientrare

Non solo Maro Balotelli e vip. La nuova norma sul “rientro dei cervelli” coinvolge anche i sardi residenti all’estero: per loro i vantaggi sono molto più pesanti di quelli riservati ai calciatori.

Il Decreto Crescita recentemente convertito in legge prevede infatti che venga tassato solo il 50% del reddito imponibile degli sportivi residenti all’estero nei due anni precedenti. Opportunità colta al balzo dal patron del Brescia Massimo Cellino: l’imprenditore di Sanluri ha proposto a Balotelli un ingaggio con carico fiscale light. Il decreto è in vigore dal 29 giugno ma la piena operatività scatterà dal 1° gennaio: i sardi hanno quindi tutto il tempo per sondare il mercato del lavoro e organizzare il rientro.

Il Meccanismo

Francesca Solinas, tributarista di Solarussa dello studio Martinez – Tirabaci di Milano, declina l’impatto della novità normativa per i sardi residenti all’estero: “Chi torna nell’isola può godere di un esenzione che sale al 90%. Di conseguenza, il reddito prodotto in Italia concorre limitatamente al 10%. A differenza di quanto accadeva in passato non è necessario essere iscritti all’Aire. Basterà essere in grado di dimostrare di aver vissuto fuori dall’Italia per due anni. Occorre impegnarsi a risiedere in Italia per almeno due anni e in presenza di un figlio minore a carico si potrà usufruire del taglio Irpef per altri 5 anni”” Incentivi anche per chi si mette in proprio: “l’abbattimento fiscale sarà però solo del 50% dell’imponibile e si dovranno rispettare vincoli più stringenti”.

Punti deboli

Le norme per favorire il rientro degli emigrati non sono una novità. Nel corso degli anni si sono succedute diverse regole che hanno finito per confondere il quadro di riferimento. Michele, quadro sardo di un istituto di credito italiano con alle spalle diversi anni in una banca d’affari statunitense, evidenzia alcuni punti deboli: “Il decreto crescita lascia fuori chi aveva già usufruito dei vecchi incentivi. I nuovi rimpatriati avranno benefici molto superiori rispetto a me che sono rientrato in Italia nel 2017. Questo non favorirà per niente la permanenza dei contribuenti con un profilo spendibile oltre i confini nazionali. Non escludo quindi di tornare all’estero”.

Fonte “Matteo Mascia – L’Unione Sarda”

In Venezuela 350 sardi. Acli: “Riportiamoli a casa”

In Venezuela 350 sardi. Acli: “Riportiamoli a casa”

Riportiamo l’articolo di Claudio Zoccheddu pubblicato su “La Nuova Sardegna” del  08 luglio 2019 sulla situazione dei sardi residenti in Venezuela, in seguito all’iniziativa di raccolti fondi da parte del Crei Acli Sardegna.

Sempre più grave la situazione nella nazione ormai sull’orlo di una della guerra civile. L’associazione ha aperto un conto corrente per finanziare i rimpatri immediati.

La situazione è drammatica e sembra destinata a peggiorare. Il Venezuela è una nazione allo sbando da cui arrivano pochissime informazioni e tutte molto preoccupanti. Per questo motivo il comitato regionale emigrazione – immigrazione delle Acli sta programmando i primi rimpatri degli emigrati sardi in Venezuela che hanno chiesto aiuto direttamente all’associazione. Per farlo, però, serve denaro e quindi è iniziata una raccolta di contributi a cui è possibile contribuire attraverso un conto corrente dedicato.

La Situazione

Le ultime testimonianze provenienti dal Sudamerica parlano di Iperinflazione, difficoltà nell’accedere ai beni di prima necessità e di uno scontro sempre più acceso tra i sostenitori del presidente Nicolas Maduro e quelli dell’opposizione guidata da Juan Guidò. Una situazione confermata dall’Alto Commissario dell’ONU per i diritti umani, Michelle Bachelet, e condensata in una dichiarazione rilasciata davanti alla sessione del Consiglio dei diritti umani a Ginevra. Secondo Michelle Bachelet ” le principali istituzioni e lo stato di diritto in Venezuela sono stati erosi e vengono attuati attacchi contro oppositori e difensori dei diritti umani che comprendono minacce, detenzioni arbitrarie, tortura, violenze sessuali, uccisioni e sparizioni“.

I sardi in Venezuela

Ai margini di una situazione esplosiva dove anche solo trovare un pezzo di carne commestibile diventa una missione impossibile, vivono, secondo gli ultimi dati Aire disponibili, oltre 350 sardi residenti. Rappresentano una parte della vastissima comunità di italiani inseriti nella società venezuelana che, dopo anni di crisi economica e sociale, vivono una situazione di precarietà e povertà. Con il Paese sull’orlo della guerra civile, sostiene il Crei Acli, è necessario fare qualcosa per aiutare i sardi immigrati, i nostri connazionali ed il popolo venezuelano. “Stiamo programmando i primi rimpatri di coloro che ci hanno chiesto aiuto direttamente – conferma il presidente del Comitato, Mauro Carta – , rimane attivo il conto corrente dedicato aperto dal Crei per raccogliere contributi da utilizzare per portare aiuti umanitari in Venezuela“. Per donare è sufficiente effettuare un versamento sul conto intestato a “Comitato reg. Acli della Sardegna per l’emergenza in Venezuela”.. IBAN IT 72P0760104800001046531180.Rinnoviamo la richiesta alla Regione – conclude Carta – di impegnarsi i competenti Ministeri per ottenere notizie certe sulla condizione di tutti i nostri conterranei, verificare se esistono situazioni di bisogno o pericoli con la comunità sarda ed eventualmente promuovere ogni iniziativa di solidarietà per aiutare i nostri corregionali“.

Fonte “Claudio Zoccheddu – La Nuova Sardegna”

Sardi in Venezuela: attivo il conto corrente per la raccolta aiuti

Sardi in Venezuela: attivo il conto corrente per la raccolta aiuti

Sardi in Venezuela: la situazione non migliora. Iniziano i rimpatri. Resta attivo il conto aperto dal Crei per raccogliere aiuti

Il Crei Acli sta programmando i primi rimpatri di coloro che hanno chiesto aiuto direttamente e portando avanti la raccolta di contributi attraverso un conto corrente dedicato.

Non accenna a migliorare la situazione in Venezuela: le ultime testimonianze provenienti dal Sudamerica parlano di iperinflazione, difficoltà nell’accedere ai beni di prima necessità e di uno scontro sempre più acceso tra i sostenitori del presidente Nicolas Maduro e l’opposizione guidata da Juan Guaidò.

Nel paese sudamericano, secondo gli ultimi dati Aire disponibili, vivono oltre 350 sardi residenti. Rappresentano solo una parte della vastissima comunità di italiani pienamente inseriti nella società venezuelana che, dopo anni di crisi economica e sociale, vivono in una situazione di precarietà e di povertà.
Con il Paese sull’orlo della guerra civile, sostiene il Crei Acli (Comitato Regionale Emigrazione Immigrazione) è necessario fare qualcosa per aiutare i sardi immigrati, i nostri connazionali e il popolo venezuelano.

“Stiamo programmando i primi rimpatri di coloro che ci hanno chiesto aiuto direttamente – conferma il presidente del Comitato Mauro Carta–. Rimane attivo il conto corrente dedicato aperto dal Crei per raccogliere contributi da utilizzare per portare aiuti umanitari in Venezuela”.

Per donare è sufficiente effettuare un versamento sul conto intestato a “Comitato reg. Acli della Sardegna per l’emergenza in Venezuela” IBAN IT72P0760104800001046531180.

Si rinnova infine, la richiesta alla Regione Sarda di impegnarsi presso i competenti Ministeri per ottenere notizie certe sulla condizione di tutti i nostri conterranei nel paese Sudamericano, verificare se esistano situazioni di bisogno o pericoli per la comunità sarda ed eventualmente promuovere ogni iniziativa di solidarietà utile ad aiutare i nostri corregionali in Venezuela e le loro famiglie.

La crisi della cultura italiana in Turchia

La crisi della cultura italiana in Turchia

La cultura italiana in Turchia ha goduto nel tempo di una posizione di prestigio rispetto a tutte le altre culture che operano nel paese. Attualmente, però, la comunità italiana residente ad Istanbul lamenta problemi riguardanti le scuole italiane e gli Istituti Italiani di Cultura in Turchia ed il conseguente pericolo di perdita della posizione e di immagine dell’Italia nel paese.

Il governo turco, negli ultimi anni, ha stabilito che gli studenti turchi e stranieri residenti nel paese debbano frequentare le scuole dell’obbligo turche. Per garantire un’istruzione conforme a quella del paese d’origine le istituzioni consolari straniere hanno acconsentito al trasferimento di alcune delle scuole entro i confini delle sedi diplomatiche.

I cittadini italiani residenti stabilmente o temporaneamente ad Istanbul hanno accesso all’IMI, Istituti medi italiani, scuole secondarie di I grado (ex scuole medie) e scuole secondarie di II grado (liceo scientifico). L’IMI è una scuola statale italiana riconosciuta dal MIUR, gli studenti che la frequentano acquisiscono un titolo legalmente riconosciuto dallo Stato italiano. Il MIUR cita la Galileo Galilei (Liceo Scientifico), tra le scuole paritarie italiane . Non esiste una scuola elementare statale o paritaria italiana che consenta l’accesso diretto all’IMI. La  Marco Polo è l’unica scuola italiana presente ad Istanbul per i livelli di Scuola dell’Infanzia e Scuola primaria ma, contrariamente all’IMI e alla Galileo Galilei, non è elencata tra le scuole riconosciute dal MIUR e quindi dal sistema di istruzione italiano.

Scuola Marco Polo di Istanbul

Ad ora il governo turco tollera la frequenza della Marco Polo qualora almeno uno dei genitori dello studente sia cittadino italiano o europeo. Non è consentito ad un bambino che sia figlio di due cittadini turchi frequentare la Marco Polo.  Attualmente la Marco Polo è frequentata da 80 bambini italiani, di cui almeno 2 di origine sarda e vi operano 3 insegnanti sardi.

La Marco Polo è situata all’interno dei confini delle sedi diplomatiche italiane. È una scuola gestita da un’associazione turca legalmente registrata in Turchia, perciò sottoposta alla legge turca in base alla quale, per ogni cittadino straniero assunto, l’azienda deve assumere cinque cittadini turchi. La scuola, dunque, per 9 dipendenti dovrebbe assumere altri 45 turchi.

Per il genitore italiano che scelga per i propri ragazzi una formazione i cui programmi si colleghino alla scuola media statale IMI, si pone la criticità di non far assolvere, al proprio figlio, gli obblighi scolastici poiché, attualmente, la Marco Polo è un’azienda privata non elencata nel MIUR il cui titolo non è legalmente riconosciuto e quindi non spendibile in Italia.

Per questa ragione i cittadini italiani, rappresentati dall’Associazione italo-turca – Türk İtalyan Derneǧi, richiedono che la scuola Marco Polo, unica scuola italiana presente ad Istanbul per i livelli di Scuola dell’Infanzia e Scuola primaria, venga riconosciuta dal Ministero come scuola statale o paritaria. Tra i requisiti richiesti nella domanda per il riconoscimento del Miur sarebbe necessario ampliare gli spazi della scuola. I genitori dei bambini che frequentano la scuola si sono già organizzati presentando 3 diversi progetti di ampliamento ma sarebbe necessaria la volontà politica, da parte del corpo diplomatico, di porre in essere il progetto al fine del riconoscimento al MIUR.

Le problematiche poste dal mancato riconoscimento da parte del MIUR non si limitano all’assolvimento dell’obbligo scolastico degli alunni ma riguardano anche la situazione di precarietà degli insegnanti e dei dipendenti della scuola. Essendo la Marco Polo una scuola che fa capo ad un’associazione turca segue la legge turca. Pertanto, per evitare un ingestibile sovradimensionamento del personale, è complicato contrattualizzare i dipendenti.

La mancata contrattualizzazione comporta l’impossibilità ai dipendenti italiani di richiedere il visto per lavoro. Sino ad ora i docenti, pagando, sono riusciti ad ottenere il visto turistico lungo valido per 3 anni. Ultimamente, tuttavia, il governo turco è restio a concedere ai cittadini europei questo genere di visto e non è semplice ottenere un visto se non per coloro che sposano un cittadino turco o sono proprietari d’immobili in Turchia. La situazione di precarietà contrattuale determina un continuo ricambio della classe docente e fa venir meno il diritto alla continuità didattica degli studenti.

Aula magna scuola Marco Polo

La situazione sarebbe diversa se la Marco Polo venisse riconosciuta come scuola statale o paritaria. Agli studenti verrebbe garantita la continuità didattica, la classe docente e gli amministrativi verrebbero selezionati dal ministero e godrebbero di maggiori tutele lavorative, inclusa la possibilità di entrare in Turchia con passaporto diplomatico o con regolare contratto e visto per motivi di lavoro, così come avviene per i docenti dell’IMI.

Alla comunità italiana non interessa la gratuità della scuola Marco Polo  ma il riconoscimento da parte del MIUR al fine di dare la possibilità ai ragazzi di assolvere all’obbligo scolastico e ai dipendenti della scuola di sanare la condizione lavorativa.

I problemi segnalati dalla comunità italiana non riguardano solo le scuole ma anche gli Istituti Italiani di Cultura.

 Già ad Ankara ed ad Izmir gli istituti di cultura, e di conseguenza i corsi di lingua italiana, sono stati chiusi. Izmir è la città nella quale risiede la  maggior parte dei membri della comunità italiana in Turchia (oltre 5000 persone iscritte all’AIRE).

Rimane operativo solo l’Istituto Italiano di cultura di Istanbul, sorto nel 1951, che impiega complessivamente 7 dipendenti.

Le classi della Marco Polo

La l.401/90 sugli IIC stabilisce che uno dei principali obbiettivi di questi istituti sia la promozione all’estero della lingua e della cultura italiana.Sino al 2018 l’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, si occupava della promozione della lingua italiana tramite dei corsi ai quali erano iscritti in media 800-900 studenti ogni trimestre. La quota di iscrizione ad ogni livello di corso è pari a 150 euro; i corsi di lingua, dunque, costituivano la maggiore fonte di finanziamento per l’attività dell’Istituto. Per l’anno 2018/19 i corsi sono stati chiusi senza che questa decisione venisse giustificata. I docenti dei corsi, cittadini italiani e sardi che hanno collaborato con l’istituto per oltre 10 anni, sono stati licenziati e non è stato loro corrisposto il TFR come previsto da contratto. Lo stipendio veniva corrisposto in lire turche e non in euro.

Gli insegnanti non risultano essere dipendenti dell’Istituto ma assunti tramite appalto da una società turca perciò il contratto segue la legge turca. Il Consolato, nel contratto, si è impegnato ad onorare i pagamenti da corrispondere agli insegnanti qualora l’associazione turca appaltatrice, destinataria di una risibile percentuale degli introiti derivanti dai corsi, non fosse in grado di onorare i debiti con gli insegnanti (TFR, contributi).

Facciata della Marco Polo

 

 

Gli insegnanti, prima di far causa al Consolato, hanno chiesto una conciliazione ma gli avvocati della controparte non si sono presentati. I 5 insegnanti, perciò, intraprenderanno a malincuore la causa contro il Consolato in difesa dei propri diritti anche se questo crea loro rammarico per il danno d’immagine che potrebbe derivare agli istituti diplomatici e allo Stato italiano qualora la questione venisse divulgata dalla stampa turca.

I lavoratori coinvolti in questa vertenza chiedono ai nostri rappresentanti in Parlamento di indagare presso l’addetto culturale del Consolato sulle motivazioni che hanno portato alla chiusura dei corsi. Prima che il caso divenga di dominio pubblico, sperano che si giunga a mediazione finalizzata al raggiungimento di una soluzione di buonsenso che preveda l’ottemperamento degli impegni presi dalle sedi diplomatiche.

 

Michaela Nioi

 

Aperte le iscrizioni al corso di “Management Culturale. Buone pratiche per la Sardegna”.

Aperte le iscrizioni al corso di “Management Culturale. Buone pratiche per la Sardegna”.

Management culturale. Buone pratiche per la Sardegna.

Management culturale. Un corso organizzato dal Crei Acli Sardegna in collaborazione con le Acli di Cagliari, Ipsia Sardegna e Blue Sardinia, finalizzato ad informare i futuri operatori della cultura su buone pratiche locali, nazionali ed internazionali di ideazione, pianificazione e gestione di progetti e programmi culturali.

Il corso è diviso in 4 moduli da 4 ore ciascuno e si terrà il sabato mattina dalle 9.00 alle 13.00 nella sede Acli di Viale Marconi 4  a Cagliari.

Il programma del corso è cosi strutturato:

Modulo 1: La società e la cultura in Sardegna

Modulo 2: Attivare la creatività: lo sviluppo dei progetti culturali e la gestione dei processi artistici

Modulo 3:  Marketing e comunicazione culturale

Modulo 4:  Il pubblico e il processo partecipativo

Per informazioni più dettagliate e per le iscrizioni contatta la segreteria al numero 07043039 o alla e-mail acliprovincialicagliari@gmail.com

Workshop “Project Cycle Management”

Workshop “Project Cycle Management”

Workshop “Project Cycle Managemet”: idee e progetti per lo sviluppo della Sardegna

Si terrà a luglio  il workshop PCM – Project Cycle Management (Gestione del ciclo del progetto) organizzato dal Crei Acli Sardegna in collaborazione con le Acli di Cagliari, Ipsia Sardegna e l’ASD Blue Sardinia.

In questi ultimi anni la maggior parte dei programmi finanziati dalla Commissione europea e di quelli promossi a livello dei singoli Stati membri, prevede che si lavori “per progetti integrati e in partenariato”, vale a dire progetti composti da azioni di natura diversa, ideati e portati avanti da un gruppo di enti e soggetti differenti.

Il Project Cycle Management è la metodologia e l’insieme di strumenti che la Commissione ha introdotto agli inizi degli anni ’90 per garantire una maggiore efficacia e qualità dei progetti e dei programmi. Il PCM scandisce infatti le diverse fasi di un progetto e trattandosi di un percorso ciclico, consente di sottoporre il progetto a verifica continua, sin dalla sua prima formulazione, ponendo attenzione ad alcuni aspetti importanti quali la pertinenza, la coerenza interna e la sostenibilità.

Il workshop prevede due  moduli ravvicinati da 4 ore ciascuno. Si terrà a luglio (date ancora da definire) dalle ore 15.30 alle ore 19.30, nella sede del Crei in Via Roma 173 a Cagliari.

Per le iscrizioni è necessario scrivere una e-mail a acliprovincialicagliari@gmail.com o chiamare il numero 07043039

 

Riaperte le iscrizioni al progetto” Talent In Sardinia”

Riaperte le iscrizioni al progetto” Talent In Sardinia”

Riaperte le iscrizioni al progetto “Talent In Sardinia”

Crei Acli Sardegna in collaborazione con Acli Cagliari, Ipsia Sardegna, Iares, Noviservice srl, Mind your Mind, Fondazione di Sardegna e Blue Sardinia riapre le iscrizioni per  “TALENT IN SARDINIA” un progetto rivolto a giovani emigrati di età compresa  fra i 18 ed i 35 anni, che si terrà in Sardegna dal 23 settembre al  31 ottobre 2019.

L’obiettivo del progetto è attrarre in Sardegna giovani emigrati e/o figli di emigrati provenienti da paesi  stranieri  UE e extra UE.
 Il progetto è finalizzato all’attivazione di processi di promozione culturale, turistica e socio-economico, contribuendo a creare una nuova generazione di talenti.

Nello specifico si intende:
– favorire lo sviluppo di idee e progetti innovativi  per la Sardegna; 
– contribuire alla modernizzazione del sistema produttivo locale;
-creare reti e partnership internazionali.

Come candidarsi

Per presentare la propria candidatura compilare il form di iscrizione on-line (https://forms.gle/hRTYLptew4eZFpgE9) specificando i propri dati personali, idea da sviluppare, obiettivi  e allegando il CV.
Il CREI sarà responsabile di verificare la domanda e, in caso questa soddisfi i requisiti previsti, di accettarla.

Le candidature potranno essere presentate sino al 31 luglio 2019


Requisiti di partecipazione

  • Essere un giovane emigrato o figlio di emigrati (1^ e 2^ generazione).
  • Avere un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni.

Costi

  • Vitto e alloggio saranno a carico di Crei Acli Sardegna;
  • La copertura del 70% delle spese di viaggio fino ad un massimo di 600 euro per i paesi extra UE, e 300 euro per i paesi UE.

Per  maggiori informazioni potete scriverci all’indirizzo mail creisardegna@gmail.com

   SCARICA IL BANDO DEL PROGETTO

 

 

 

 

 

Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali in Venezuela

Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali in Venezuela

Si aggrava la situazione in Venezuela. Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali.

Nei prossimi giorni verrà avviata la raccolta di risorse per consentire ai sardi in Venezuela che lo desiderano di ritornare in patria. Mauro Carta (Crei Acli Sardegna): “raccoglieremo anche medicinali da inviare non appena si sbloccheranno le frontiere”.

«Con l’aggravarsi dell’instabilità politica nel Venezuela si rende necessario agire direttamente per aiutare le famiglie sarde che vogliono rientrare e non riescono a trovare le risorse per pagare il biglietto. Per questo, nei prossimi giorni, il Crei Acli, in collaborazione con Ipsia Sardegna, attiverà un programma di aiuti per i sardi emigrati nel Paese Sudamericano, un gruppo che secondo gli ultimi dati Aire, è di circa 350 persone». Così il presidente del Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione Acli Mauro Carta sulla questione Venezuelana.

Il Comitato richiede quindi alla Regione Sardegna di attivare un canale diretto con l’ambasciata italiana nel Paese Sudamericano, sia per conoscere particolari necessità dei cittadini che per facilitare il trasferimento dei fondi: «Siamo già in contatto con la sede Acli di Caracas – prosegue Carta –, la nostra azione sarà diretta in prima istanza ad aiutare le famiglie che hanno difficoltà a rientrare in Sardegna, ma, oltre a questo “ponte umanitario”, avvieremo una raccolta di medicinali da inviare non appena si sbloccheranno le frontiere, in modo da soccorrere una popolazione che ha urgente bisogno di assistenza sanitaria».

Per informazioni sulla raccolta e per dare il proprio contributo è possibile inviare una mail a: emergenzavenezuela@gmail.com

I giovani emigrati italiani e la “Carta del Seminario di Palermo”

I giovani emigrati italiani e la “Carta del Seminario di Palermo”

Dal quotidiano “La Stampa” del 29 aprile 2019, riportiamo interessante articolo di Fabio Albanese sul Seminario dei giovani emigrati italiani tenutosi Palermo.

La Carica dei giovani emigrati italiani “Facciamo rete tra le comunità all’estero”

Vogliamo impegnarci per accorciare le distanze tra gli italiani fuori dall’Italia e le istituzioni, con azioni concrete e con l’obiettivo di rendere protagonisti tutti i giovani”, è scritto nella “Carta del Seminario di Palermo”.
Chi l’ha preparata e ora l’ha riposta nel trolley verso casa, è un gruppo di 115 ragazzi under 35, emigrati italiani partiti da pochi anni o di seconda e terza generazione, che per quattro giorni a Palermo ha animato un incontro che assomiglia tanto a una “chiamata alle armi” per affermare la propria italianità, nei Paesi di residenza come pure in quello di origine della famiglia.
A mettere assieme le idee e le esperienze di questi giovani – il 40% tra i “nuovi” emigrati, i “cervelli in fuga”, e il 60% tra gli italiani nati fuori dal Paese – è stato il Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) con i 107 Comitati degli italiani all’estero (Comites) e le Consulte regionali per l’emigrazione, dopo un lavoro durato tre anni. “Dovevamo far sentire questi giovani parte del soft power dell’Italia – dice Maria Chiara Prodi che è tra gli organizzatori del Seminario per conto del Cgie – e loro hanno colto questa sfida politica, con competenze tecniche e professionali ma anche con il cuore”.

Comune di Palermo e Regione Sicilia hanno contribuito alla realizzazione del Seminario per il quale non c’erano soldi dallo Stato ma quasi solo autofinanziamento. La “Carta” scritta alla fine del percorso è una sorta di impegno solenne a “fare rete” per rafforzare i legami nelle comunità di italiani all’estero, per chiedere attenzione all’Italia verso i loro problemi ma anche per dare un contributo al rafforzamento di ruolo e immagine dell’Italia nel mondo: “Fino a una generazione fa le comunità di italiani all’estero stavano morendo – dice Letizia Airos, giornalista che vive a New York che è stata la relatrice del Seminario – questo incontro, che ha un solo precedente di una decina di anni fa, risveglia queste comunità”.
Molti dei 115 intendono ora candidarsi ai Comites, alcuni ne fanno già parte, tutti si sentono investiti di una missione: “Hanno già elaborato una dozzina di progetti – racconta Prodi – dal turismo di ritorno al network di italiani all’estero, da come mettere insieme vecchia e nuova emigrazione alla Carta dei principi del cittadino mobile. Altri arriveranno nei prossimi mesi”. Le idee diventeranno presto realizzazioni. Sono stati fissati nuovi incontri e entro luglio i progetti saranno “cantierabili”.
I 115, tutti talenti nelle loro attività professionali, vogliono sentirsi italiani anche a migliaia di chilometri di distanza. A Palermo, nella Sicilia che conosce tutte le sfumature delle parole “emigrazione” e “immigrazione”, hanno trovato il modo di mettere in pratica il vecchio detto “l’unione fa la forza”.


Le testimonianze


RUGGERO ROMANO, REGISTA
Un gruppo di artisti per raccontare il paese”     

“Durante queste giornate abbiamo potuto fare ricerche insieme, stilare una lista di progetti veri. Io sto già lavorando a una rete di artisti che creino eventi e portino l’italianità nel mondo”. Ruggero Romano ha 28 anni e vive a Toronto dal 2016.
 Il papà arriva da Napoli ma lui è originario di Torino, dove ha studiato fino alle Superiori: “Poi ho tentato il grande salto – racconta – sono volato a Vancouver per frequentare il corso di cinematografia per un anno. Quindi ho cominciato a lavorare al mio primo documentario, che racconta degli ultimi che vivono qui, i senzatetto, i poveri, i tossicodipendenti. Nel frattempo, lavavo piatti, facevo caffè, vendevo scarpe. Alla presentazione, il film ha avuto un grande successo e questo ovviamente ti fa tanto piacere e ti spinge ad andare avanti”.
Per Ruggero il seminario di Palermo ha dato “una carica emotiva spettacolare” ai partecipanti, tutti “anime pulite”, dice. “Abbiamo creato un network di persone che ci hanno messo le mani e la faccia, disposte a dedicare tempo e competenze per promuovere il nostro modo di essere, noi stessi, nei luoghi dove viviamo. Penso anzitutto all’ambito delle arti e credo che questo sia la maniera più efficace per condividere l’essenza. Penso proprio che sia così che noi oltrepassiamo muri, barriere, e portiamo nel mondo la sostanza del nostro essere italiani”.

 

ANTONELLA LEVY SFORZA, STUDENTESSA
Vogliamo trasparenza e finanziamenti culturali”   

In italia ci era venuta altre due volte, sempre per studio. Ora ci passerà un intero anno, con un assegno di ricerca all’Università di Chieti. Per Antonella Levy Sforza, 28 anni, italiana del Paraguay, lavorare nel paese della sua famiglia di origine, e ad appena qualche chilometro di distanza dal minuscolo paese di Schiavi d’Abruzzo dove erano nati i sui nonni materni, è quasi un sogno che si avvera: “Io mi sento italiana, la domenica la famiglia si riunisce alla stessa tavola, e parlo di trenta persone, cosa che mi risulta ormai in Italia fanno in pochi. Ma l’Italia dal Paraguay, dove siamo solo il 5% della popolazione, è davvero lontana”.
L’esperienza del Seminario di Palermo l’ha caricata: “Per noi in America latina, avere legami con le istituzioni italiane, anche quelle locali, è difficile. Lo è perfino avere notizie, non c’è nemmeno una pagina web. Avere la possibilità di incidere con cambiamenti positivi nella nostra condizione di italiani di seconda  e terza generazione, mi esalta”. Antonella ha un chiodo fisso, la trasparenza: “Come si fa a votare con schede che non arrivano a casa ma in ambasciata, dove un malintenzionato potrebbe anche modificare il voto o far sparire la scheda? Sappiamo che l’Italia fa tanto per noi che siamo lontani ma, per esempio, ci piacerebbe sapere quanto si spende per la cultura. Ci vogliono bilanci trasparenti. Anche su questo contiamo di lavorare”.

 

MICHELA DI MARCO, ACCOGLIENZA ACLI
Più rappresentanza per chi vive lontano”   

“A Palermo si è creato un gruppo perché ci siamo ritrovati nell’unica comune identità possibile, quella di essere italiani all’estero, con la voglia di mettersi al servizio dell’Italia e non soltanto nei nostri Paesi di residenza”. Michela di Marco ha 31 anni ed è originaria di Montecorvino Rovella, un paese della provincia di Salerno.
Da otto anni vive a Toronto dove è anche presidente del Comiter locale. Lavora per le Acli e per una organizzazione no profit che offre servizi di accoglienza a chiunque arrivi in Canada, dai rifugiati agli emigrati economici. “Dopo gli studi mi sono trasferita qui con un visto vacanza-lavoro – racconta – poi ho fatto un master universitario in Scienze politiche e da lì è cominciata la mia carriera all’estero”.
Al Seminario di Palermo è toccato a lei leggere la “Carta”, a fine lavori: “Credo che spetti a noi giovani adesso occupare le posizioni negli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero. Certo, con l’aiuto delle generazioni passate, ma occorre un cambio di passo, e dare voce a chi può fare sentire i bisogni di chi vive lontano dal proprio Paese. Ho parlato con le prime generazioni di  migranti e ho capito che i bisogni sono gli stessi, e partono sempre dalla necessità che in Italia si abbia un maggiore riconoscimento del ruolo dei connazionali che vivono in un altro paese”.


Fonte “Fabio Albanese – La Stampa -“