Seleziona una pagina
Manchester: 62enne sardo lasciato morire di fame

Manchester: 62enne sardo lasciato morire di fame

Dal quotidiano “L’Unione Sarda” del 31 marzo 2019, riportiamo l’articolo di V.F. su una triste vicenda che risale al 2016 ma rivelata dai quotidiani inglesi solo qualche giorno fa.

Era caduto e aveva battuto la testa. Per questo Giuseppe “Joe” Ulleri era stato ricoverato al Manchester Royal Infirmary. Ma qui, in questo ospedale, Joe è morto perché per quasi venti giorni non sarebbe stato alimentato dal personale sanitario. L’episodio risale al 20 marzo 2016 ed è tornato d’attualità grazie all’inchiesta aperta dal coroner di Manchester su sollecitazione della famiglia e ora finita su diversi quotidiani d’Oltremanica e davanti alla giuria in un processo. Ulleri, affetto da  sindrome di down, aveva 62 anni ed era figlio di una coppia di emigrati sardi trasferitasi nel Lancashire subito dopo la seconda guerra mondiale.

Il dolore del fratello

Giovanni Ulleri, fratello di Joe, ha raccontato il suo dolore davanti ai giurati: “È morto nella maniera più orrenda. Mio padre Pietro se n’è andato poche settimane dopo perché non ha retto a questa tragedia. Joe era un uomo buono che sapeva farsi benvolere“. La giuria ha concluso che  il paziente è “deceduto per gravi mancanze nella cura generale“. Una vera e propria accusa.

Le cause della tragedia

Tecnicamente, Joe è morto per polmonite da aspirazione ed embolia polmonare. Cioè, il cibo con cui veniva alimentato è finito nei polmoni determinando una grave infezione. La conferma alle tesi accusatorie è arrivata da un consulente del coroner che ai giurati ha spiegato nei dettagli cosa è accaduto in quei drammatici giorni di ricovero. L’uomo, che aveva ovvi problemi di comunicazione, è stato alimentato attraverso delle cannule, prima inserire nell’esofago e poi direttamente nello stomaco, in posizione supina. Ovvero proprio la posizione controindicata.

Segnali di incuria

I dottori che lo hanno preso in cura, tra l’altro, pare non si sonoo resi conto dell’entità delle sue ferite, tanto da dimetterlo alcuni giorni più tardi, nonostante avesse il polso ed il femore fratturati e delle gravi lesioni alle vertebre del collo. Ma lo staff interessato dell’Arche lo aveva subito riportato in ospedale il giorno seguente. La corte ha annotato che Joe aveva subito una vistosa perdita di peso, proprio perché non nutrito per tanti giorni. Al ricovero pesava 56 chili, alla morte 44. La mancanza di alimentazione ha aumentato il suo rischio di infezione.


Il monito

I fratelli di Joe, Giovanni e Peter, nell’udienza hanno detto: “Speriamo che la storia di Joe possa servire da monito affinché venga cambiato il modo di curare e assistere le persone che hanno difficoltà nel comunicare il loro stato. La sua morte prematura è il fallimento dell’aMri, che avrebbe dovuto prendersi cura di lui”. Una dirigente dell’ospedale ha ammesso davanti alla corte: “Le cure fornite a Joe sono scese ben al di sotto dei nostri standard e per questo ci scusiamo sinceramente”. Joe Ulleri era nato a Bolton, ma era cresciuto a Manchester. Nell’ultimo periodo, viveva in una struttura assistita, l’Arche di Withington. Sino alla caduta nel febbraio di tre anni fa che ha dato il via a una serie di eventi sfortunati interrotti solo dalla sua morte.

Fonte V.F. – L’Unione Sarda

 

 

Adempimento all’obbligo di trasparenza previsto dalla Legge 124/2017.

Adempimento all’obbligo di trasparenza previsto dalla Legge 124/2017.

CREI-ACLI
Via Roma 173, Cagliari
C.F. 92000400926

Io sottoscritto Mauro Carta, in qualità di Legale Rappresentante di CREI-ACLI, consapevole che la Legge 124/2017 (art 1, cc 125 e segg) richiede agli enti non profit la pubblicazione nei propri siti o portali digitali delle “informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti” da enti e società pubbliche, pena la restituzione delle somme incassate, DICHIARO che i dati e le informazioni qui riportate relative alle suddette risorse incassate nel corso del 2018 sono complete e rispondono al vero”

Cagliari , 27/02/2019 

Provenienza Progetto Contributo
Regione Autonoma della Sardegna. Assessorato del lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale. Direzione Generale del Lavoro. Servizio Coesione Sociale Legge Regionale 7/91 Saldo contributo annualità 2017  – Periodo incasso 2018  2.200,00 €
Regione Autonoma della Sardegna. Assessorato del lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale. Direzione Generale del Lavoro. Servizio Coesione Sociale Legge Regionale 7/91 Anticipazione contributo annualità 2018 – Periodo incasso 2018                8.250,00 €
Regione Autonoma della Sardegna. Assessorato del lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale. Direzione Generale del Lavoro. Servizio Coesione Sociale Studio dei flussi migratori e l’elaborazione delle politiche di intervento. Progetto Regionale 2017 – Periodo incasso 2018               30.000,00 € 
Regione Autonoma della Sardegna. Assessorato del lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale. Direzione Generale del Lavoro. Servizio Coesione Sociale I Flussi migratori in Sardegna e l’elaborazione di politiche di intervento. II Annualità 2018 – Periodo incasso 2018 30.000,00 €

SCARICA IL DOCUMENTO

Harcèlement moral des bergers sardes. La solidarité de CREI et ACLI: “Il faut controller qui transforme le lait et favorise la coopération”

Harcèlement moral des bergers sardes. La solidarité de CREI et ACLI: “Il faut controller qui transforme le lait et favorise la coopération”

Depuis quelques jours les bergers sardes renversent du lait sur les routes et les places de nos villages: chaque goutte représente la dignité de ces gens la sueur et le sacrifice de beaucoup d’éleveurs qui n’ont plus aucun espoir. Cela concerne une lutte importante faite pour obtenir des meilleurs prix et des accords équitables entre ceux qui produisent et ceux qui achètent et transforment le produit. 

Sur environ 12.000 entreprises pastorales sardes 10.093 produisent du lait pour le Pecorino Romano qui représente le 8154% de pecorino DOP produit en Italie le 52% de celui produit en Europe. Le Pecorino Romano est en surplus de plus de 100.000 quintaux. On est passé de 939€/kg de mai 2015 avec du lait payé 120€ à 559€/kg en février courant. Ce fromage représente en Sardaigne 60% de tout le Pecorino produit par conséquent ce dernier détermine le prix de tout le lait de brebis et de ses dérivés. 

Il semble clair que le problème ne puisse pas être résolu simplement en encourageant les producteurs solution qui serait un simple remède. Il faut mettre en place des règles claires un contrôle strict des industries qui transforment et en même temps des actions directes qui favorisent le développement de centrales de coopérations des producteurs et la formation sur le territoire de techniciens spécialisés qui aident les producteurs à faire face aux marchés internationaux. 

Les associations ACLI Cagliari et CREI ACLI SARDEGNA sont proches aux nombreux bergers et à leurs familles et sont prêtes à soutenir toutes les actions pacifiques utiles à revendiquer le droit à une compensation équitable du produit. C’est pour cette raison que nous demandons un engagement concret à la Région Sarde ainsi qu’à tous les décisionnaires au niveau national et international aux industriels et au système de la coopération. 

Il faut travailler ensemble afin de trouver dès que possible une solution à long terme et durable à ce conflit avant qu’il ne soit trop tard.

Conflicto Pastores Sardos. La solidaridad de CREI y ACLI:  “Controla a quien transforma la leche y fomenta la cooperación”

Conflicto Pastores Sardos. La solidaridad de CREI y ACLI: “Controla a quien transforma la leche y fomenta la cooperación”

Desde hace algunos días, los pastores sardos están vertiendo la leche en las calles y plazas de nuestros pueblos: cada gota contiene la dignidad de estas personas, el sudor y el sacrificio de tantos ganaderos sin alguna esperanza. Esta es una lucha importante, hecha para reivindicar una mejora de precios, acuerdos justos entre quienes producen y los consumidores industriales que compran y transforman el producto.

De unas 12,000 empresas pastorales sardas; 10.093 producen leche para el Pecorino Romano, que representa el 81.54% del pecorino DOP producido en Italia, el 52% de los de la UE. El Pecorino Romano se encuentra con un excedente de más de 100.000 quintales de pasta de queso. Ha pasado de los € 9,39 por kilogramo en mayo de 2015, con la leche pagada a € 1,20, a € 5,59 por kilo este febrero. Ese queso en Cerdeña representa el 60% de todos los pecorinos producidos, por lo tanto determina el precio de toda la leche de oveja y los derivados.

Está claro que el problema no se puede resolver simplemente estimulando a los productores, una solución que sería un mero paliativo, son necesarias regulaciones claras, un control estrecho de las industrias transformadoras y, por otro lado, acciones directas para alentar el establecimiento de centrales de cooperación de productores y capacitación en el territorio de técnicos preparados que ayuden a los productores a enfrentar los mercados internacionales.

Las ACLI DE CAGLIARI Y EL CREI ACLI CERDEñA están apoyando a muchos pastores y sus familias, listos para ayudar con todas las acciones pacíficas útiles para reclamar el derecho a una justa compensación del producto. Por este motivo, queremos pedir un compromiso concreto no solo con la región sarda, sino con todos los responsables de la toma de decisiones, incluso a nivel nacional e internacional, con los propios industriales y con el sistema de cooperación: Ante esta disputa debemos trabajar juntos para encontrar una solución duradera y estable lo antes posible, antes de que sea demasiado tarde.

Vertenza Pastori Sardi. La solidarietà di CREI e ACLI: “Controllare chi trasforma il latte e favorire la cooperazione”

Vertenza Pastori Sardi. La solidarietà di CREI e ACLI: “Controllare chi trasforma il latte e favorire la cooperazione”

Da giorni i pastori sardi stanno versando il latte nelle strade e nelle piazze dei nostri paesi: ogni singola goccia racchiude la dignità di queste persone, il sudore e il sacrificio di tanti allevatori senza più speranza. Si tratta di una lotta importante, fatta per chiedere prezzi migliori, accordi equi tra chi produce e gli industriali che acquistano e trasformano il prodotto.

Su circa 12.000 imprese pastorali sarde 10.093 producono latte per il Pecorino Romano che rappresenta l’81,54% dei pecorini DOP prodotti in Italia, il 52% di quelli Ue. Il Pecorino Romano si trova con un’eccedenza di oltre 100.000 quintali di pasta di formaggio. Si è passati dai 9,39 € a chilogrammo del maggio del 2015, con il latte pagato a 1,20€, ai 5,59€ al chilo di questo febbraio. Quel formaggio in Sardegna rappresenta il 60% di tutti i pecorini prodotti, di conseguenza determina il prezzo di tutto il latte ovino e dei derivati.

Appare chiaro che il problema non possa essere risolto semplicemente incentivando i produttori, soluzione che sarebbe un mero palliativo, ma siano necessarie regole chiare, un controllo stretto delle industrie che trasformano, e, dall’altra parte azioni dirette a favorire la nascita di centrali di cooperazione dei produttori e alla formazione sul territorio di tecnici preparati che aiutino i produttori ad affrontare i mercati internazionali.

Le ACLI DI CAGLIARI E IL CREI ACLI SARDEGNA sono vicini ai tanti pastori e alle loro famiglie, pronti al sostegno di tutte le azioni pacifiche utili a rivendicare il diritto ad un equo compenso per il prodotto. Per questo vogliamo chiedere un impegno concreto non solo alla Regione Sarda, ma a tutti i decisori, anche a livello nazionale e internazionale, agli stessi industriali e al sistema della cooperazione: occorre lavorare assieme affinché si trovi al più presto una soluzione duratura e stabile per questa vertenza, prima che sia troppo tardi.

L’Sos dei sardi in Venezuela

L’Sos dei sardi in Venezuela

Dal quotidiano “La Nuova Sardegna” di oggi 01 febbraio 2019, riportiamo l’interessante articolo di Claudio Zoccheddu sulla situazione dei sardi residenti in Venezuela, in seguito all’Sos lanciato dal CREI Sardegna.

L’appello degli emigrati sardi: “Non si trovano medicine e cibo”

Un paese in ginocchio dove il conto più salato viene pagato dai cittadini, tra cui tantissimi immigrati costretti a convivere con la fame e con tutte le difficoltà che stanno trasformando il Venezuela in una terra dove le certezze durano un attimo e le incertezze non hanno la data di scadenza.
In mezzo a d una situazione che definire complicata non è altro che un eufemismo ci sono anche 350 sardi, tra cui emigrati arrivati in Sud America subito dopo la seconda guerra mondiale e quelli che invece hanno cercato la fortuna in tempi più recenti.

Isabel Carbajal è una delle centinaia di emigrate che hanno le radici in Sardegna, nonostante le generalità possano sembrare prettamente autoctone. Isabel, infatti, è italiana e nella sua vita la Sardegna ha avuto un ruolo fondamentale: “Mia madre è nata a Palermo ma poi si è trasferita in Sardegna, a Samassi, prima di partire in Venezuela insieme alla sua famiglia – spiega Isabel che adesso vive in Sardegna dopo essere riuscita ad abbandonare il Venezuela qualche anno fa. I suoi parenti, tra cui altri sardo-venezuelani, non hanno avuto la sua fortuna: “Mio cugino è ancora in Venezuela. Ha la doppia cittadinanza perché il padre era di Sestu e grazie a questo è riuscito a far arrivare il figlio in Sardegna, dove ha ottenuto il permesso di soggiorno come figlio di italiano”.
Le notizie che arrivano dal padre in Venezuela, però, sono tutt’altro che rassicuranti: “Stiamo parlando di un paese in cui è difficile trovare da mangiare, dove la moneta non vale nulla ma, anche avendo la disponibilità economica, non è comunque possibile trovare cibo perché non se ne trova, i supermercati sono vuoti. Lui mi dice che mangia carne una volta al mese, se va bene. Per questo è costretto ad arrangiarsi come fanno tante persone che pur dimettere qualcosa sotto i denti sono costrette a rovistare nella spazzatura. Poi c’è la situazione di tanti emigrati, anche sardi, che sono costretti a tirare avanti con una pensione. Io vi dico che è impossibile e quindi la situazione sarà complicatissima”.

Se trovare il cibo è un’impresa, raccattare medicinali è praticamente impossibile anche per gli anziani: “Proprio cosi, lo dimostra anche la mia storia. Noi siamo andati via dal Venezuela quando ci siamo accorti che la situazione stava precipitando– spiega Isabel- Chavez stava per lasciare il paese in mano a Maduro e noi abbiamo fatto le valigie per ritornare in Sardegna. I nostri parenti, invece, sono rimasti. Avevano la casa, il lavoro, i figli che andavano a scuola. Purtroppo non hanno avuto fortuna”.
Il racconto di Isabel spiega alla perfezione il male di cui soffre il Venezuela: “Quando si è ammalata mia sorella è stata visitata in ospedale e rimandata a casa dicendo che non aveva nulla. Quando siamo riusciti a farla arrivare in Sardegna i medici hanno scoperto un enorme carcinoma all’utero, purtroppo già in metastasi. I medici sardi ci hanno chiesto come fosse possibile che in Venezuela non se ne fosse accorto nessuno, dato che la diagnosi era evidente. Ma la realtà è che se ti ammali in Venezuela e non hai soldi, sei morto”.

Isabel, ha anche una cugina, che fa il medico: “Ma si è ammalata e ad agosto del 2018 gli abbiamo mandato 800 euro. Sono stati inutili perché non ci sono medicine e purtroppo è morta. In Venezuela si  muore di diabete ma anche di pressione alta. Racconto una storia: in un reparto di ostetrica in un ospedale di Caracas sono morti 15 neonati di influenza. Sembra assurdo, vero? Invece è cronaca”. Scappare dall’inferno del Venezuela è un desiderio difficile da realizzare. Chi ci riesce, però, spesso è solo a metà dell’opera. “ I miei parenti non hanno trovato lavoro in Sardegna– conclude Isabel- vivono in 7 con una pensione minima. Non è facile, speriamo che qualcuno ci possa aiutare”.

Fonte “Claudio Zoccheddu –La Nuova Sardegna-“

Agevolazioni per gli elettori sardi residenti all’estero

Agevolazioni per gli elettori sardi residenti all’estero

In vista delle Elezioni Regionali del 24 febbraio 2019, ricordiamo agli elettori sardi iscritti all’AIRE (Anagrafe italiana residenti all’estero) e quelli che hanno in corso la procedura di iscrizione, attestata dall’Ufficio consolare dello Stato estero di provenienza, che hanno diritto ad un contributo per la partecipazione al voto.
In particolare, l’agevolazione è prevista per le elezioni comunali, le elezioni provinciali, le elezioni regionali e per i referendum abrogativi e consultivi a carattere strettamente regionale. 

Il contributo è commisurato alle spese di viaggio effettivamente sostenute, fino a un massimo di 250 euro per gli elettori provenienti da paesi europei e di 1.000 euro per gli elettori provenienti da paesi extraeuropei

In caso di ballottaggio, l’elettore rientrato all’estero che affronta un nuovo viaggio ha diritto a un ulteriore contributo, se dimostra l’avvenuto spostamento tramite i biglietti di viaggio relativi all’intero tragitto. 

L’interessato deve presentarsi presso il Comune nel quale ha votato e consegnare al funzionario incaricato la documentazione precedentemente indicata. 
Il contributo sarà erogato all’interessato dall’Amministrazione comunale soltanto se la documentazione presentata sarà completa. 
Solo successivamente il Comune potrà richiedere il rimborso alla Regione, che provvederà a rimborsare all’Ente le somme anticipate unicamente se la richiesta sarà accompagnata da tutta la documentazione prevista.

Requisiti:
Gli elettori devono: 
– essere iscritti all’Anagrafe italiana residenti all’estero (Aire) di un Comune sardo (possono beneficiare dell’agevolazione anche gli elettori per i quali la procedura di iscrizione sia ancora in corso, se attestata dall’Ufficio consolare dello Stato estero di provenienza); 
– aver espresso il proprio voto; 
– dimostrare con i biglietti dell’intero viaggio di essere arrivati al Comune sardo non prima dei due mesi antecedenti la data delle votazioni e ripartire verso il Paese estero di residenza entro i due mesi successivi alle votazioni. 

Non hanno, invece, diritto al contributo gli elettori che si trovano all’estero per motivi di studio o per lavoro a tempo determinato che non possono, per legge, trasferire la residenza all’estero. 

Documentazione:
Documentazione che l’elettore deve presentare al Comune in cui ha votato: 
– tessera elettorale o autorizzazione sostitutiva della stessa, vidimata presso la sezione elettorale e attestante l’avvenuta votazione; 
– documento d’identità; 
– biglietti e carte d’imbarco di andata e ritorno da cui risulti che il viaggio è stato effettuato entro i termini indicati alla voce “requisiti”. 

Per scaricare la modulistica e per maggiori informazioni, consultare il sito della Regione Sardegna cliccando sul seguente link www.regione.sardegna.it

Sardi in Venezuela: non abbandoniamoli!

Sardi in Venezuela: non abbandoniamoli!

Sardi in Venezuela tra crisi e rischio guerra civile. Il CREI alla Regione Sardegna: non abbandoniamoli, è necessario aiutarli.

Sono oltre 350 (dati Aire) i sardi residenti in Venezuela. Fanno parte della vasta comunità di italiani perfettamente inseriti nella società venezuelana ed ora, dopo anni di crisi economica e sociale, vivono una situazione di precarietà e povertà.
Oggi, con il paese sull’orlo della guerra civile, non ci sono notizie certe sulla loro condizione. “In questa situazione non bastano le politiche dirette alla promozione culturale/commerciale della Sardegna” sostiene CREI Acli, “ma è necessario attivare dei canali diretti per portare aiuti umanitari e sostenere i nostri emigrati”.

I sardi in Venezuela sono una comunità numerosa e ben organizzata e un loro rappresentante ha fatto parte della Consulta Regionale per l’Emigrazione. Il questi giorni il CREI Acli Sardegna si sta impegnando per sostenere diverse famiglie che sono arrivate in Sardegna con l’aggravarsi della crisi.

Alla Regione Sarda si chiede di impegnarsi pressi i competenti Ministeri per ottenere notizie certe sulla condizione dei nostri conterranei nel paese Sudamericano, verificare se esistano situazioni di bisogno o pericoli per la comunità sarda ed eventualmente promuovere ogni iniziativa di solidarietà utile ad aiutare i nostri corregionali in Venezuela e le loro famiglie.

Resto al Sud: incentivi all’imprenditoria giovanile

Resto al Sud: incentivi all’imprenditoria giovanile

Le Acli Provinciali di Cagliari in collaborazione con CREI Acli nel quadro dell’attività di contrasto dello spopolamento e dell’emigrazione giovanile, organizzano ed invitano al seminario gratuito sul bando “Resto al Sud“, promosso dal Ministero per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno e gestito da Invitalia, che si terra oggi, martedi 29 gennaio, alle 17.30 , nella sede Acli di viale Marconi 2a, a Cagliari

Ad introdurre l’incontro sarà il presidente di Acli Cagliari Mauro Carta: «questo seminario – spiega – si inserisce nel quadro della nostra attività di contrasto del fenomeno dell’emigrazione giovanile e dello spopolamento della nostra isola. Abbiamo invitato diversi consulenti a discutere di questi incentivi che spesso non sono conosciuti adeguatamente, e quindi non sono sfruttati, da chi invece ne avrebbe diritto».

L’agevolazione consiste in un finanziamento a fondo perduto del 35% dell’investimento. Per poterla ottenere, è necessario avere la residenza in Sardegna o avere l’intenzione di stabilirla.

Sono finanziabili:

  • interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
  • impianti, attrezzature, macchinari nuovi;
  • programmi informatici e servizi TLC (tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione);
  • altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa).

Non sono ammissibili le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente.

Gli interessati possono contattare la segreteria organizzativa per l’iscrizione al seminario allo 070 43039 o all’indirizzo di posta elettronica acliprovincialicagliari@gmail.com

La Sardegna protagonista in Brasile

La Sardegna protagonista in Brasile

Si è tenuta il 14 e 15 dicembre a San Paolo, in Brasile, l’iniziativa di presentazione del progetto di supporto alla conoscenza e promozione dei prodotti della Sardegna e delle sue offerte turistiche, organizzato dal Circolo dei SardiGiuseppe Dessì“, in collaborazione con l’Associazione di tutela CREI Acli Sardegna e il patrocinio della Regione Sardegna.
L’evento, una presentazione della Sardegna, unita alla degustazione di prodotti alimentari tipici dedicata ai sapori della nostra isola, si è tenuto coinvolgendo uno dei più famosi ristoratori italiani a San Paolo, Massimo Ferrari, nel suo ristoranteFelice e Maria”ha presentato 7 ricette sarde, con gli ottimi prodotti isolani in collaborazione di Raimondo Mandis, della Presidenza della Regione Sardegna ed esperto di Slow Food Cagliari.

Alla serata sono stati invitati ed hanno partecipato oltre 30 giornalisti di primarie testate editoriali, tv e radio di San Paolo, che, con il suo bacino di oltre 23 milioni di residenti, garantisce il maggior flusso di turisti brasiliani che visitano l’Italia e l’Europa.

L’occasione, saporita e colorata da dolci, torroni, pane carasau, fregola, malloreddus, olio extravergine, formaggi, bottarga, vini e liquori portati dalla Sardegna, ha permesso di presentare i valori dell’offerta turistica che si articola su dodici mesi all’anno, con le opzioni del turismo attivo, quello culturale, quello balneare e, naturalmente, quello enogastronomico.

Sono state presentate le iniziative di promozione e di interesse con l’obiettivo di creare occasioni di collaborazione con turisti e partner brasiliani.
Angela Letizia Licciardi, Presidentessa del Circolo dei Sardi di San Paolo, ha presentato il progetto che sarà attivo dal 2018 per coinvolgere tutti i Circoli dei Sardi in Brasile ed Argentina per promuovere e creare occasioni di business e di scambi per le imprese sarde in questi due importanti Paesi.

Massimo Ferrari, chef molto famoso in Brasile e fine conoscitore della Sardegna, e la sua brigata di cucina hanno dato vita a ricette tradizionali dei sapori della cucina regionale.
L’agenzia di comunicazione Ricardo Viveiros & Associados ha curato l’organizzazione ed i rapporti con i media, invitando numerosi giornalisti e opinion leader.

Alla serata hanno partecipato anche il Console Italiano a San Paolo Maurizio Pala, e quello di San Marino, Mario Antonio Turnaturi, oltre all’On.le Fausto Guilherme Longo, Senatore della Repubblica eletto nella Circoscrizione Brasile.

I molti giornalisti hanno apprezzato le molte offerte che la Sardegna presenta, con i suoi molti valori, la sua storia, l’archeologia, la passione e l’accoglienza che i sardi sanno ben offrire. Saranno un volano di informazioni e di comunicazione per le molte testate, nazionali e internazionali, rappresentate, sia per la parte della gastronomia e l’offerta dei prodotti alimentari sardi, che per il turismo, l’artigianato ed il design Made in Sardinia.
Per il referente del CREI Acli Mauro Carta, la cordialità e l’amicizia fra i brasiliani ed i sardi, in Brasile ed in Sardegna, è la premessa per importanti collaborazioni istituzionali, culturali e commerciali, nel 2018 si partirà con un progetto che unirà terre e culture distanti ma comuni.
Il progetto aggancia i programmi del Ministero degli Esteri e degli Istituti Italiani di Cultura “Vivere all’Italiana” ed il tema selezionato dal MIBACT come driver di attrazione turistica per l’Italia nel 2018, il cibo.

Un ponte enogastronomico dalla Sardegna al Brasile: Massimo Ferrari ospite del CREI Sardegna

Un ponte enogastronomico dalla Sardegna al Brasile: Massimo Ferrari ospite del CREI Sardegna

Prosegue l’impegno del CREI Acli nella promozione degli scambi fra gli emigrati italiani nel mondo e l’Italia. In questi giorni, infatti, il CREI Acli Sardegna ha ospitato il ristoratore italo-brasiliano Massimo Ferrari arrivato dalla città di San Paolo per conoscere la cultura enogastronomica della nostra isola.

Ferrari ha fatto un vero e proprio tour enogastronomico fra Trexenta e Marmilla, visitando Mandas, dove ha partecipato ai laboratori della pasta fresca e dei dolci sardi, Sadali (Sagra dei culurgiones) e Villanovaforru. Ha visitato inoltre il museo del grano di Ortacesus.

Una breve visita, quella di Ferrari in Sardegna, con l’obiettivo di far conoscere le tradizioni culinarie sarde ed enogastronomiche della Sardegna in Brasile e soprattutto intraprendere delle collaborazioni con i produttori locali sardi.