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Buone pratiche per la Sardegna: corso di Management culturale

Buone pratiche per la Sardegna: corso di Management culturale

Management culturale. Un corso organizzato dal Crei Acli Sardegna in collaborazione con le Acli di Cagliari e Blue Sardinia, finalizzato ad informare i futuri operatori della cultura su buone pratiche locali, nazionali ed internazionali di ideazione, pianificazione e gestione di progetti e programmi culturali.

Il corso è diviso in 4 moduli da 4 ore ciascuno e si terrà il sabato mattina dalle 9 alle 13 nella sede Acli di Viale Marconi 4 – Cagliari. Il calendario delle lezioni sarà stabilito prossimamente.


Programma:

1) La società e la cultura in Sardegna;
2) Attivare la creatività: lo sviluppo dei progetti culturali e la gestione dei processi artistici;
3) Marketing e comunicazione culturale;
4) Il pubblico e il processo partecipativo.

Per le iscrizioni al corso di management culturale contatta la segreteria al numero 07043039 o alla e-mail acliprovincialicagliari@gmail.com

Adempimento all’obbligo di trasparenza previsto dalla Legge 124/2017.

Adempimento all’obbligo di trasparenza previsto dalla Legge 124/2017.

Adempimento all’obbligo di trasparenza previsto dalla Legge 124/2017.

CREI ACLI (Comitato Regionale Emigrazione Immigrazione Acli)
 Via Roma 173, Cagliari
C.F. 92000400926 Io sottoscritto Mauro Carta, in qualità di Legale Rappresentante di CREI ACLI consapevole che la Legge 124/2017 (art 1, cc 125 e segg) richiede agli enti non profit la pubblicazione nei propri siti o portali digitali delle “informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti” da enti e società pubbliche, pena la restituzione delle somme incassate,
DICHIARO che i dati e le informazioni qui riportate relative alle suddette risorse incassate nel corso del 2019 sono complete e rispondono al vero”
Cagliari , 27/02/2020

Provenienza Progetto Contributo
 

 

 

 

Regione della Sardegna

L.R.7/91 Progetto Regionale per l’Emigrazione 2019 ad indirizzo assessoriale, denominato “Progetto di comunicazione e valorizzazione delle esperienze del mondo dell’emigrazione, con particolare riguardo alle buone prassi e al mondo giovanile, sulle maggiori emittenze televisive della Sardegna (Videolina, Sardegna1 e TCS), acconto. Periodo incasso 2019  

 

 

 

9.600,00 €

 

 

 

 

Regione della Sardegna

L.R.7/91 Progetto Regionale per l’Emigrazione 2019 ad indirizzo assessoriale, denominato “Progetto di comunicazione e valorizzazione delle esperienze del mondo dell’emigrazione, con particolare riguardo alle buone prassi e al mondo giovanile, sulle maggiori emittenze televisive della Sardegna (Videolina, Sardegna1 e TCS), saldo. Periodo incasso 2019  

 

 

 

3.00,00 €

 

Regione della Sardegna

L.R. 7/91 Progetto Giovani 2019. Periodo incasso 2019  

12.000,00 €

 

Regione della Sardegna

L.R. 7/91 Contributo funzionamento attività saldo 2018. Periodo incasso 2019  

683,66 €

 

 

 

Regione della Sardegna

L.R. 7/91 Progetto Giovani 2019. Periodo incasso 2019 12.000,00 € Regione della Sardegna L.R. 7/91 Contributo funzionamento attività saldo 2018. Periodo incasso 2019 683,66 € Regione della Sardegna L.R. 7/91 Contributo funzionamento attività acconto 2019. Periodo incasso 2019  

 

 

8.250,00 €

 

Regione della Sardegna

L.R. 5/2017 Progetto Regionale anticipazione Flussi Migratori. Periodo incasso 2019  

40.000,00 €

 

 

Regione della Sardegna

L.R. 5/2017 Progetto Regionale anticipazione Flussi Migratori. Periodo incasso 2019 40.000,00 € Regione della Sardegna L.R. 5/2017 Progetto Regionale saldo Flussi Migratori. Periodo incasso 2019  

 

30.000,00 €

Regione della Sardegna L.R. 48/18 Progetto Studio Flussi Migratori. Periodo incasso 2019

70.000,00 €

   

TOTALE 173.533,66 €

 

 

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Fondazione Con il Sud: 4,5 milioni a disposizione

Fondazione Con il Sud: 4,5 milioni a disposizione

Bando Socio Sanitario “Con il Sud”: 4,5 milioni a disposizione. Mercoledì 12 a Cagliari il seminario organizzato da Acli e Crei.

Saranno finanziati progetti di contrasto alla povertà e per la sperimentazione di cure specifiche per le “nuove dipendenze” proposti dalle associazioni del terzo settore. La scadenza delle domande è fissata per il 17 aprile. Il seminario, gratuito e organizzato in collaborazione con Crei Acli, si terrà nella sede Acli di viale Marconi 4, a partire dalle 18. Interverranno tra gli altri Mauro Carta (Fondazione con il Sud) e Silvio Lai (Esperto di politiche sanitarie)

Sono oltre 12 milioni gli italiani che nell’ultimo anno sono stati costretti a rinviare le cure mediche per motivi economici (dati Fondazione Banco Farmaceutico dicembre 2019). In crescita anche le “nuove dipendenze”, ovvero quelle che non comportano l’uso di sostanze chimiche ma implicano un abuso di comportamenti o attività lecite, ad esempio gioco d’azzardo, shopping compulsivo, dipendenza patologica dalle nuove tecnologie (Libro Blu 2017 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e studio GFK).

Su questi due ambiti di intervento ha deciso di scendere in campo la Fondazione “Con il Sud attraverso il bando “Socio Sanitario 2020. A disposizione delle associazioni del terzo settore della Sardegna e delle altre regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) ci sono 4,5 milioni di euro. Le Acli provinciali di Cagliari, in collaborazione con il Crei Sardegna, organizzano per mercoledì 12 febbraio nella sede di viale Marconi 4 a partire dalle 18, un seminario informativo gratuito indirizzato ai destinatari del bando, nel corso del quale verranno approfondite le modalità di presentazione dei progetti e di partecipazione.

In partnership formate da almeno tre associazioni, più l’ente pubblico responsabile dei servizi socio-sanitari del territorio in cui si vuole intervenire, i richiedenti dovranno proporre interventi in uno solo degli ambiti previsti: lo sviluppo di sistemi innovativi e integrati di accesso alle cure per persone in condizione di povertà sanitaria (a disposizione 3 milioni di euro) oppure la sperimentazione di metodologie alternative di cura per le nuove dipendenze (a disposizione 1,5 milioni di euro). Potrà essere coinvolto anche il mondo delle istituzioni, dell’università, della ricerca e quello economico.

Il Bando, scadenza 17 aprile, prevede due fasi: la prima, finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio e la seconda, di progettazione esecutiva, con l’obiettivo di ridefinire eventuali criticità rilevate nella fase di valutazione.

La Sardegna è tra le regioni più in difficoltà a livello nazionale, seconda per i viaggi della speranza con oltre 14mila trasferte per curarsi nel 2017 – spiega Mauro Carta membro del CDA della Fondazione con il Sud –, il Terzo settore, anche nell’Isola, sempre più spesso è chiamato a sostituirsi al Sistema Sanitario Nazionale e a garantire servizi importanti per tante persone in difficoltà. Il bando della Fondazione con il Sud rappresenta una grande opportunità per rafforzare questa azione e ampliare la platea dei beneficiari”.

Gli interessati alla partecipazione al seminario possono contattare la segreteria organizzativa per l’iscrizione allo 070 43039 o all’indirizzo di posta elettronica acliprovincialicagliari@gmail.com

Isole a confronto: gemellaggio Sardegna-Canarie

Isole a confronto: gemellaggio Sardegna-Canarie

Incontro Sardegna – Canarie grazie al progetto del Crei

Entra nel vivo il progetto del Crei Acli incentrato sull’interscambio di politiche di sviluppo con l’obiettivo  di creare un sistema di relazioni stabili e di confronti periodici in grado di portare risultati concreti per la nostra economia.

Focus su Spopolamento, Economia, Trasporti e Turismo

Trasporti e continuità territoriale, esenzioni e agevolazioni per le imprese, incentivi per i giovani e opportunità nel settore turistico. Sono questi i principali temi su cui si incentra il progetto di confronto sullo sviluppo tra la Sardegna e l’arcipelago delle Canarie lanciato dal Crei, assieme alle Acli provinciali di Cagliari.

L’incontro tra queste realtà isolane con tanto in comune, sta per entrare nel vivo dopo circa un anno di incontri preparatori e progettazione. «Ciò che vogliamo ottenere è la creazione di un sistema di relazioni stabili e di confronti periodici in grado di portare risultati concreti per la nostra economia – spiega il presidente del Crei Acli (Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione) Mauro Carta –. Dopo gli incontri preliminari degli scorsi mesi, il progetto prevede ora una fase di stimolo di gemellaggio tra comuni, progetti di interscambio e di contrasto allo spopolamento, opportunità di contatto tra associazioni e momenti di condivisione di buone pratiche sui principali temi comuni: dai trasporti e la continuità territoriale alle opportunità offerte dal turismo tra cultura e natura».

L’arcipelago spagnolo situato nell’Atlantico, al largo delle coste marocchine, conta oltre due milioni di abitanti e ha un Pil in costante crescita negli ultimi anni (oltre il 2%), in particolare grazie alle politiche legate al turismo e allo stimolo dei consumi.

A dicembre scorso si è tenuto un importante incontro nell’isola di Gran Canaria durante il quale sono state poste le basi per l’ingresso nella fase operativa del progetto.

La rappresentante delle Acli Isabel Vera ha incontrato Don Jose Carlos de Blasio, Console italiano nell’isola di Gran Canaria, Antonio Medina, presidente de FENORTE (federazione imprenditoriale dei comuni del nord dell’isola), Pablo Linares, Direttore del Patronato di Turismo di Gran Canaria ed esponenti di Mancomunidad, Unione di comuni del nord, di Patio de Las Culturas, associazione che si occupa di intercultura, formazione, immigrazione, diritti umani, e di Charter GC, associazione di donne imprenditrici molto riconosciuta dalle istituzioni, lottano per la disuguaglianza e la violenza di genere.

A breve verrà individuato un comune facente parte della Mancomunidad (Comarca dei comuni del nord di Gran Canaria) che assieme al comune di Iglesias darà il via al processo per il gemellaggio.

Corso per operatore legale nel settore immigrazioni

Corso per operatore legale nel settore immigrazioni

Lavorare nell’accoglienza e nel volontariato con i rifugiati: a Quartu la quarta edizione del corso per Operatore legale nel settore immigrazione.

Sono ancora disponibili alcuni posti per la quarta edizione del percorso formativo “Operatore legale nel settore dell’immigrazione  organizzato dalle Acli Provinciali in collaborazione con Crei, Ipsia e Blue Sardinia. Le lezioni, divise in dieci incontri pomeridiani, si terranno a partire dal prossimo giovedì 16 gennaio, una volta alla settimana, nella sede di Quartu Sant’Elena in via Diaz, 106.

Un percorso formativo specialistico pensato per chi lavora o vuole iniziare a collaborare nel settore del volontariato e dell’immigrazione come operatore legale.

L’operatore legale sostiene i richiedenti asilo e i rifugiati nei percorsi di protezione ed integrazione, sostenendoli durante tutto l’iter della domanda di protezione internazionale e nella fruizione dei diritti connessi allo status riconosciuto. Per essere un buon operatore legale non è necessario essere avvocati né avere la laurea in Giurisprudenza. È indispensabile, invece, una buona conoscenza della normativa e una buona capacità relazionale (in considerazione del fatto che la maggior parte degli immigrati che si trovano nei centri è in una condizione psicologica delicata).

Durante le 26 ore di percorso si approfondiranno in particolare i seguenti temi:

– il quadro nazionale e internazionale di tutela dei diritti umani;

– la protezione internazionale;

– il sistema di accoglienza;

– l’ingresso, il soggiorno e l’espulsione;

– i centri di permanenza per i rimpatri e gli hotspot;

– la cittadinanza e l’apolidia;

– le principali rotte migratorie;

– gli immaginari migratori e la decolonizzazione;

– la situazione geopolitica del Kurdistan;

– il miglior approccio da tenere con persone in situazione di disagio emotivo.

 

Per maggiori informazioni e per le iscrizioni è possibile contattare la segreteria al numero 07043039 o alla mail acliprovincialicagliari@gmail.com

Comunicare con le immagini: laboratorio di foto e video montaggio

Comunicare con le immagini: laboratorio di foto e video montaggio

Il Crei Acli Sardegna, in collaborazione con le Acli di Cagliari e l’ASD Blue Sardinia organizzano un laboratorio di 10 ore sulla comunicazione visiva, finalizzato ad imparare ad ottimizzare le risorse multimediali, indispensabili per far conoscere il proprio ente/azienda, i propri servizi e condividere in maniera accattivante gli eventi realizzati.

Il laboratorio di foto e montaggio video si svolgerà il sabato pomeriggio e prevede 3 incontri: uno per la parte relativa alle fotografie (orario 15/19) e due per quanto riguarda i video (orario 15/18). Le lezioni si terranno in Viale Marconi n. 4 a Cagliari.

Per maggiori informazioni e per le iscrizioni chiama al numero 07043039 o scrivi una e-mail a acliprovincialicagliari@gmail.com

Progetto “Giovani 2019”

Progetto “Giovani 2019”

Rimarranno a Cagliari sino al 23 ottobre per le iniziative legate al progetto Giovani 2019: sono sei ragazzi sardi che vivono in Usa, Canada e Australia.

Sono arrivati domenica a Cagliari per dieci giorni di incontri, visite e workshop. Sono sei giovani emigrati sardi, due provengono dagli USA (New York e Detroit), due dal Canada (Montreal e Toronto) e due dall’Australia (entrambi da Sidney), e saranno ospiti delle associazioni di tutela Crei Acli e Istituto Fernando Santi per Giovani 2019, progetto finanziato dall’assessorato del Lavoro della Regione Sardegna. Obiettivo: promuovere e potenziare lo sviluppo sociale, civile ed economico della Sardegna attraverso la valorizzazione della risorsa rappresentata dai nostri emigrati di prima e seconda generazione.

Fino al 23 ottobre, si terranno una serie di iniziative differenti dedicate ai ragazzi: dai tour nei siti di interesse naturalistico e storico-archeologico di tutta l’Isola, alle sagre, dagli incontri con i rappresentanti delle istituzioni ai workshop di formazione. Sarà parte del programma anche l’incontro con i giovani che stanno frequentando l’International Cooperation Summer School promossa da Ipsia Sardegna e Acli Cagliari. I due gruppi condivideranno alcune giornate di studio su temi della progettazione internazionale, della cooperazione allo sviluppo e momenti finalizzati alla conoscenza di usi e tradizioni dei diversi Paesi di provenienza dei partecipanti.

«Ogni anno sono migliaia i sardi che lasciano la nostra terra. Secondo noi l’unico vero antidoto allo spopolamento è creare sviluppo e crescita anche attraverso la valorizzazione del patrimonio unico di competenze e connessioni che sono i nostri emigrati – sostiene il presidente di Crei Mauro Carta –. Con progetti come questo, di cui Crei è capofila, proveremo a riavvicinare questi giovani alla loro terra, in modo che possano rappresentare una risorsa in più per lo sviluppo della Sardegna».

     

I giovani emigrati sardi incontrano i ragazzi della summer school

 

Elixir of life: tra centenari e ricette tradizionali della blu zone

Elixir of life: tra centenari e ricette tradizionali della blu zone

Dal quotidiano on line “La Nuova Sardegna.it” del 27 settembre 2019, riportiamo l’articolo di Giusy Ferreli sul progetto di Jennifer Cauli, emigrata sarda che ha partecipato al progetto del Crei Acli Sardegna  “Talent In Sardinia”

Cibo e Centenari in un libro fotografico, il progetto di Jennifer Cauli: in tour alla ricerca di ricette e “nonnini”

Londra – Ogliastra e ritorno. Una giovane fotografa di origini sarde ma che ha trascorso la sua vita tra Germania, Toscana e Inghilterra è tornata nell’isola per il progetto Acli contro lo spopolamento denominato “Brains to Sardinia”. Da qualche giorno Jennifer Cauli, nata a Muravera 35 anni fa, con la sua inseparabile macchina fotografica sta girando per i paesi ogliastrini alla ricerca di centenari e ricette tradizionali. Laurea in architettura all’università di Firenze e specializzazione in fotografia, da qualche anno si è trasferita nella capitale inglese dove lavora come “food photographer” ma ha colto al balzo l’occasione offerto dal bando del Crei (comitato regionale emigrazione e immigrazione delle Acli) per realizzare un progetto al quale tiene tantissimo: il libro fotografico “The elixir of life”. «Nel mio libro – sottolinea Jennifer – , che verrà pubblicato con testi in inglese, documenterò il connubio tra longevità e cibo».

Un binomio vincente se si considera che l’alimentazione viene ritenuta dagli esperti uno dei fattori alla base della longevità e che porterà alla ribalta del pubblico britannico non solo i tantissimi centenari che vivono nella Blue zone ma anche i piatti di cui si cibano.

«Sono all’inizio ma – dice – posso dire che sto vivendo una bellissima esperienza, a confronto con i centenari ogliastrini e con i produttori locali, che mi ha permesso, tra l’altro, di scoprire le mie radici». In questi giorni Jennifer ha avuto il suo bel daffare: tra una tappa a Villagrande Strisaili (paese che detiene il primato mondiale della longevità maschile), dove ha potuto fotografare la produzione dei “culurgiones”, e un salto a Seulo, dove invece ha intervistato zia Lillina, la nonnina del paese che va per i cento anni, la giovane donna ha realizzato migliaia di scatti. Resterà in Ogliastra sino al 5 ottobre, tra produttori di formaggi, miele, dolci e pasta e arzilli nonnini, per lavorare al progetto.

Un progetto che, con il contributo della Fondazione di Sardegna, è volto a contrastare la “fuga dei cervelli” e favorire il rientro di coloro che, spesso a malincuore, hanno lasciato la propria terra. «Jennifer assieme ad altri due giovani, Augustin e Paola è tra i primi partecipanti a questa iniziativa. L’obiettivo principale dell’iniziativa è gettare un ponte, ripristinare il contatto di questi giovani con la loro terra, in modo da valorizzare il capitale umano e trasformarlo in un volano per lo sviluppo della Sardegna» spiega il presidente del Crei Mauro Carta.

Fonte Giusy Ferreli – La Nuova Sardegna

 

Brains to Sardinia: in arrivo i primi giovani emigrati alla riscoperta dell’Isola.

Brains to Sardinia: in arrivo i primi giovani emigrati alla riscoperta dell’Isola.

Brains to Sardinia: in arrivo i primi giovani emigrati alla riscoperta dell’Isola. Al via il progetto anti spopolamento di Crei Acli

Lunedì inizieranno le attività dei primi giovani emigrati di prima e seconda generazione del progetto Talent IN Sardinia, parte del programma Brain to Sardinia.

Storie differenti con la Sardegna come comune denominatore. Lunedì i primi giovani emigrati di Talent IN Sardinia cominceranno il loro percorso alla riscoperta dell’Isola e delle proprie radici grazie al progetto organizzato dal Crei (Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione delle Acli) con il contributo della Fondazione di Sardegna, diretto a contrastare la “fuga dei cervelli” e favorire il rientro di coloro che, spesso a malincuore, hanno lasciato la propria terra.

Augustin arriva dall’Argentina, è figlio di emigrati provenienti da Bitti e in Sudamerica ha studiato musica alla Professional Musician at Escuela de Música Contemporánea (EMC). Dal 23 settembre al 20 ottobre tornerà nel paese da cui arriva la sua famiglia per lavorare, assieme ai ragazzi della scuola di musica di Selargius, ad un progetto musicale che mette al centro la musica folkloristica e il canto a Tenores.

Jennifer invece ha trascorso la sua infanzia tra la Germania e la Toscana, è tornata con la famiglia a Muravera per qualche anno per poi ripartire per studiare fotografia a Firenze e poi a Londra. Dal 23 settembre al 5 ottobre, dalla capitale britannica tornerà nella Blue Zone dei centernari, tra i produttori di formaggi, miele, dolci e pasta, per lavorare al suo libro fotografico “The elixir of life”.

Paola è invece originaria del sassarese, viene da Sorso, ma si è trasferita in Svizzera dove lavora come operatrice sociale. Dal 29 settembre al 6 ottobre tornerà in Sardegna per studiare una fattoria didattica e recuperare conoscenze relative ai metodi di coltivazione ed allevamento avvalendosi dell’aiuto di professionisti del settore.

«Augustin, Jennifer e Paola sono i primi tre partecipanti al nostro progetto. Il nostro obiettivo principale è gettare un ponte, ripristinare il contatto di questi giovani con la loro terra, in modo da valorizzare il capitale umano e trasformarlo in un volano per lo sviluppo della Sardegna – spiega il presidente del Crei Mauro Carta –. Il programma Brains to Sardinia comprende anche le attività di formazione di “Giovani 2019”, dedicate ai sardi che vivono in Usa, Canada e Australia, e, per quanto riguarda la prevenzione dello spopolamento, un concorso indirizzato ai sardi sotto i 35 anni».

Il Crei ha infatti deciso di agire anche sul fronte interno, attraverso un concorso. «Non si tratta di una tradizionale linea di attività “a bando” o “a invito”, ma di una opportunità per realizzare iniziative dal carattere speciale ed innovativo dal forte contenuto socio-economico – dice il Carta –. Abbiamo destinato specifiche risorse per i progetti che verranno selezionati, per presentarli c’è tempo sino al 31 ottobre, il concorso è aperto a giovani dai 18 ai 35 anni residenti in Sardegna o emigrati di prima e seconda generazione». Tra tutti, saranno premiati i più innovativi, sotto il profilo tecnologico ma non solo, e quelli che saranno in grado di rappresentare un effettivo avanzamento in termini di buone pratiche, collaborazione tra diverse realtà. Tanti i premi: educational tour in Sardegna e voucher formativi.

Brains to Sardinia

Brains to Sardinia

Brains to Sardinia: sostegno ai progetti dei giovani emigrati, formazione e un concorso dedicato ai sardi.
Ecco il programma anti spopolamento di Crei Acli

A metà settembre arriveranno in Sardegna i giovani emigrati di prima e seconda generazione del progetto Talent IN Sardinia. Dal 13 al 23 ottobre partiranno invece le iniziative legate al progetto Giovani 2019 dedicate ai sardi che vivono in Usa, Canada e Australia. Sul fronte della prevenzione, entro il 31 ottobre è possibile presentare le proprie iniziative e partecipare al concorso “Idee innovative”, tra i tanti premi: educational tour in Sardegna e voucher formativi.

Sono oltre 10mila i giovani sardi che hanno lasciato l’Isola per portare i propri talenti oltremare negli ultimi tre anni. Secondo i dati Aire 16.598 ragazzi sotto i 18 anni e ben 27.653 tra i 18 e i 35 anni vivono stabilmente all’estero. Una perdita tanto pesante per il territorio quanto capace di generare conseguenze virtuose. Ed è questo l’obiettivo principale del programma Brains to Sardinia organizzato dal Crei Acli (comitato regionale emigrazione immigrazione) per promuovere e potenziare lo sviluppo sociale, civile ed economico della Sardegna attraverso la valorizzazione della risorsa rappresentata dai nostri emigrati di prima e seconda generazione.

Il programma si articola in due sezioni e un concorso – spiega il presidente di Crei Mauro Carta –, in primo luogo, attraverso il progetto Talent IN Sardinia (cofinanziato dalla Fondazione di Sardegna) proveremo a sostenere i progetti di sviluppo per la Sardegna promossi da giovani emigrati, quindi, con il progetto Giovani 2019, finanziato dall’Assessorato del Lavoro della Regione Sardegna, verranno organizzate attività di “formazione e informazione” dirette a giovani emigrati degli Stati Uniti, Canada e Australia, con il fine di rafforzare le loro conoscenze e competenze per favorire processi di sviluppo dei circoli dei Sardi all’estero”.

Si tratta di un intervento diretto a contrastare la “fuga dei cervelli” e favorire la naturale tendenza a ritornare che viene manifestata da chi, spesso a malincuore, ha lasciato la propria terra.

A metà settembre arriveranno in Sardegna i giovani emigrati di prima e seconda generazione aspiranti imprenditori del progetto Talent IN Sardinia: per la durata di un mese, i giovani emigrati, saranno impegnati nell’isola ad elaborare le loro idee, mettendo a disposizione le competenze acquisite all’estero all’interno del loro territorio di origine.
Dal 13 al 23 ottobre, invece, partiranno le iniziative legate al progetto Giovani 2019 dedicate ai sardi che vivono in Usa (New York e Detroit), Canada (Montreal e Toronto) e Australia (Sidney, Brisbane e Melbourne). “Da anni sosteniamo che creare sviluppo e crescita sia l’unico vero antidoto allo spopolamento – sostiene Carta –, con questi progetti, di cui Crei è capofila, proveremo a valorizzare il capitale umano rappresentato da questi giovani, in modo che possa rappresentare un volano per lo sviluppo della Sardegna”.

IL CONCORSO “IDEE INNOVATIVE”

Sul fronte interno, quello della prevenzione e del contrasto dell’emigrazione giovanile, il Crei ha invece deciso di agire attraverso un concorso. “Non si tratta di una tradizionale linea di attività “a bando” o “a invito”, ma di una opportunità per realizzare iniziative dal carattere speciale ed innovativo dal forte contenuto socio-economico – dice il presidente –. Abbiamo destinato specifiche risorse per i progetti che verranno selezionati, per presentarli c’è tempo sino al 31 ottobre, il concorso è aperto a giovani dai 18 ai 35 anni residenti in Sardegna o emigrati di prima e seconda generazione”. Tra tutti, saranno premiati i più innovativi, sotto il profilo tecnologico ma non solo, e quelli che saranno in grado di rappresentare un effettivo avanzamento in termini di buone pratiche, collaborazione tra diverse realtà. Tanti i premi: educational tour in Sardegna e voucher formativi.

Decreto Crescita: tasse ridotte per chi torna in Sardegna

Decreto Crescita: tasse ridotte per chi torna in Sardegna

Riportiamo l’articolo di Matteo Mascia pubblicato su “L’Unione Sarda” del  20 agosto 2019

Decreto Crescita: l’abbattimento fiscale sarà più alto per gli immigrati con figlia a carico

Esenzione fino al 90% se i residenti all’estero scelgono di rientrare

Non solo Maro Balotelli e vip. La nuova norma sul “rientro dei cervelli” coinvolge anche i sardi residenti all’estero: per loro i vantaggi sono molto più pesanti di quelli riservati ai calciatori.

Il Decreto Crescita recentemente convertito in legge prevede infatti che venga tassato solo il 50% del reddito imponibile degli sportivi residenti all’estero nei due anni precedenti. Opportunità colta al balzo dal patron del Brescia Massimo Cellino: l’imprenditore di Sanluri ha proposto a Balotelli un ingaggio con carico fiscale light. Il decreto è in vigore dal 29 giugno ma la piena operatività scatterà dal 1° gennaio: i sardi hanno quindi tutto il tempo per sondare il mercato del lavoro e organizzare il rientro.

Il Meccanismo

Francesca Solinas, tributarista di Solarussa dello studio Martinez – Tirabaci di Milano, declina l’impatto della novità normativa per i sardi residenti all’estero: “Chi torna nell’isola può godere di un esenzione che sale al 90%. Di conseguenza, il reddito prodotto in Italia concorre limitatamente al 10%. A differenza di quanto accadeva in passato non è necessario essere iscritti all’Aire. Basterà essere in grado di dimostrare di aver vissuto fuori dall’Italia per due anni. Occorre impegnarsi a risiedere in Italia per almeno due anni e in presenza di un figlio minore a carico si potrà usufruire del taglio Irpef per altri 5 anni”” Incentivi anche per chi si mette in proprio: “l’abbattimento fiscale sarà però solo del 50% dell’imponibile e si dovranno rispettare vincoli più stringenti”.

Punti deboli

Le norme per favorire il rientro degli emigrati non sono una novità. Nel corso degli anni si sono succedute diverse regole che hanno finito per confondere il quadro di riferimento. Michele, quadro sardo di un istituto di credito italiano con alle spalle diversi anni in una banca d’affari statunitense, evidenzia alcuni punti deboli: “Il decreto crescita lascia fuori chi aveva già usufruito dei vecchi incentivi. I nuovi rimpatriati avranno benefici molto superiori rispetto a me che sono rientrato in Italia nel 2017. Questo non favorirà per niente la permanenza dei contribuenti con un profilo spendibile oltre i confini nazionali. Non escludo quindi di tornare all’estero”.

Fonte “Matteo Mascia – L’Unione Sarda”

Comunicare con le immagini: corso base di fotografia

Comunicare con le immagini: corso base di fotografia

Si terranno il mercoledì sera – dalle 18.30 alle 20.30 – le lezioni del corso di fotografia base, finalizzato ad analizzare le immagini e a sviluppare la propria capacità di espressione attraverso l’utilizzo della fotografia. Durata: 20 ore.

Le lezioni sono rivolte a coloro che vogliono capire il funzionamento e le potenzialità di una macchina fotografica per poter ottenere delle immagini di qualità.
La prima parte del corso di fotografia avrà prevalentemente una lettura tecnica: si studierà la luce, i tempi di scatto, il diaframma, l’Iso e la misurazione esposimetrica. Nella seconda parte, invece, si analizzeranno alcuni generi fotografici, come il ritratto e il paesaggio. Sono, inoltre, previste delle esterne fotografiche in cui si metterà in pratica ciò di cui si è parlato in aula.

Per partecipare è necessario possedere una fotocamera Reflex.

Invitiamo gli interessati ad iscriversi contattando la segreteria organizzativa al numero 07043039 o alla e-mail acliprovincialicagliari@gmail.com.

La data di inizio del corso sarà stabilita una volta completata la classe.


Convegno “Racconto di un esodo annunciato”

Convegno “Racconto di un esodo annunciato”

Il Crei Acli Sardegna, in collaborazione con le Acli Provinciali di Cagliari e l‘Associazione InVento, nell’ambito del Progetto di Studio “Osservatorio Permanente sui flussi migratori e sulle condizioni delle migrazioni in Sardegna”, venerdì 2 agosto 2019 alle ore 10.30 presso la sede del Crei, in via Roma 173 a Cagliari, presenta il convegno dal titolo “ Racconto di un esodo annunciato – Emigrazione studentesca, analisi dei dati e confronto “. 

Nel corso del convegno verranno presentati i primi dati della ricerca Acli sul fenomeno dello spopolamento e dei flussi migratori. L’incontro sarà un’occasione per discutere, numeri alla mano, delle difficoltà dei giovani sardi nel trovare un lavoro e dei motivi che spingono tanti di loro ad emigrare per studiare all’estero o in altre regioni italiane.

Per il presidente del Crei Mauro Carta, coordinatore della ricerca realizzata in questi anni dalle Acli sui flussi migratori, “discutere di flussi migratori è importante, perché tutti insieme dobbiamo trovare delle soluzioni e dei programmi per contrastare questa situazione di emergenza, sono sempre di più i giovani sardi che lasciano l’Isola per cercare un lavoro all’altezza delle loro competenze. I giovani partono perché vogliono essere valorizzati e sono pronti per la mobilità internazionale – spiega Carta – mentre la Sardegna assiste per lo più indifferente alla fuga delle sue energie migliori”.

Parteciperanno:
Mauro Carta – Presidente Crei Acli Sardegna
Francesco Pitirra – Rappresentante degli studenti – Associazione In Vento
Antonello Caria –  Iares

E’ stata invitata la dott.ssa Alessandra Zedda – Ass. Reg. al Lavoro e Vice Presidente della Regione Sardegna

Durante l’incontro verranno ascoltate le testimonianze degli studenti fuori sede.

Per iscriversi al convegno contattare la segreteria al numero 07043039 oppure inviare una mail ad acliprovincialicagliari@gmail.com

Destinazione Brasile: curiosità e costumi sul paese sudamericano

Destinazione Brasile: curiosità e costumi sul paese sudamericano

Ottavo appuntamento con i workshop dedicati ai paesi stranieri e alle opportunità che essi offrono: è il turno del Brasile.

Il seminario si terrà lunedì 29 luglio nella sede Acli di Viale Marconi 4 a Cagliari, a partire dalle 17.30, e vedrà la partecipazione di Natàlia Dos Santos, originaria di Goiânia.

La storia, la cultura, l’economia, la tecnologia. Un po’ di informazioni in pillole per questo Paese dell’America Latina tanto vasto, complesso e vario. Ovviamente non potremo non parlare del carnevale, celebre manifestazione che dura 4 giorni e 4 notti durante i quali le strade della città diventano un trionfo di colori, luci e suoni, di Pan di Zucchero, il caratteristico torrione di granito e della coinvolgente samba.

Il seminario è gratuito ma è richiesta l’iscrizione. Per maggiori informazioni e per le iscrizioni è possibile contattare la segreteria organizzativa al numero 07043039 o alla mail acliprovincialicagliari@gmail.com

Destinazione Cuba: storia, cultura, usi e costumi

Destinazione Cuba: storia, cultura, usi e costumi

Settimo appuntamento con i seminari tematici sui paesi stranieri

Lunedì 22 luglio proseguono gli appuntamenti organizzati dalle Acli di Cagliari e dal Crei Acli Sardegna (Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione) sulle opportunità offerte da un periodo di studio, lavoro e vacanza all’estero. Questa volta si parlerà di Cuba.

Il seminario si terrà nella sede Acli di Viale Marconi 4 a Cagliari, a partire dalle 17.30, e vedrà la partecipazione di Kenia Paz Bermudez, originaria di Santa Clara.

Dopo un breve escursus sulla storia del Paese, le caratteristiche geografiche, la popolazione e l’economia, si parlerà delle città da visitare tra cui non può certamente mancare la capitale, L’Avana. Curiosità su feste, musica e cibo concluderanno il pomeriggio.

Il seminario è gratuito ma è richiesta l’iscrizione. Per maggiori informazioni e per le iscrizioni è possibile contattare la segreteria organizzativa al numero 07043039 o alla mail acliprovincialicagliari@gmail.com

Destinazione Colombia: investimenti, studio e vacanza

Destinazione Colombia: investimenti, studio e vacanza

Proseguono con un workshop sulla Colombia gli appuntamenti promossi dal Crei Acli Sardegna sulle opportunità offerte da un periodo di studio, lavoro e vacanza all’estero.

I seminari tematici sono organizzati in collaborazione con le Acli di Cagliari.

Il prossimo 17 luglio, a partire dalle 19, si parlerà del paese Sudamericano assieme a Jenny Castro, esperta in mediazione e conciliazione.

Attraverso questi workshop realizzati in collaborazione con il Crei Acli Sardegna – spiega il presidente del Crei Mauro Carta – vogliamo mettere in luce tutte le opportunità di collaborazione e co-progettazione con altre realtà del territorio europeo e non solo”.

Si tratta – spiega ancora Carta – di possibilità importanti in chiave di attrazione di investimenti, studio di buone prassi e, quindi, prevenzione dello spopolamento e stimolo dello sviluppo territoriale sardo”.

Il seminario è gratuito ma è richiesta l’iscrizione. Per maggiori informazioni e per le iscrizioni è possibile contattare la segreteria organizzativa al numero 07043039 o alla mail acliprovincialicagliari@gmail.com

 

 

In Venezuela 350 sardi. Acli: “Riportiamoli a casa”

In Venezuela 350 sardi. Acli: “Riportiamoli a casa”

Riportiamo l’articolo di Claudio Zoccheddu pubblicato su “La Nuova Sardegna” del  08 luglio 2019 sulla situazione dei sardi residenti in Venezuela, in seguito all’iniziativa di raccolti fondi da parte del Crei Acli Sardegna.

Sempre più grave la situazione nella nazione ormai sull’orlo di una della guerra civile. L’associazione ha aperto un conto corrente per finanziare i rimpatri immediati.

La situazione è drammatica e sembra destinata a peggiorare. Il Venezuela è una nazione allo sbando da cui arrivano pochissime informazioni e tutte molto preoccupanti. Per questo motivo il comitato regionale emigrazione – immigrazione delle Acli sta programmando i primi rimpatri degli emigrati sardi in Venezuela che hanno chiesto aiuto direttamente all’associazione. Per farlo, però, serve denaro e quindi è iniziata una raccolta di contributi a cui è possibile contribuire attraverso un conto corrente dedicato.

La Situazione

Le ultime testimonianze provenienti dal Sudamerica parlano di Iperinflazione, difficoltà nell’accedere ai beni di prima necessità e di uno scontro sempre più acceso tra i sostenitori del presidente Nicolas Maduro e quelli dell’opposizione guidata da Juan Guidò. Una situazione confermata dall’Alto Commissario dell’ONU per i diritti umani, Michelle Bachelet, e condensata in una dichiarazione rilasciata davanti alla sessione del Consiglio dei diritti umani a Ginevra. Secondo Michelle Bachelet ” le principali istituzioni e lo stato di diritto in Venezuela sono stati erosi e vengono attuati attacchi contro oppositori e difensori dei diritti umani che comprendono minacce, detenzioni arbitrarie, tortura, violenze sessuali, uccisioni e sparizioni“.

I sardi in Venezuela

Ai margini di una situazione esplosiva dove anche solo trovare un pezzo di carne commestibile diventa una missione impossibile, vivono, secondo gli ultimi dati Aire disponibili, oltre 350 sardi residenti. Rappresentano una parte della vastissima comunità di italiani inseriti nella società venezuelana che, dopo anni di crisi economica e sociale, vivono una situazione di precarietà e povertà. Con il Paese sull’orlo della guerra civile, sostiene il Crei Acli, è necessario fare qualcosa per aiutare i sardi immigrati, i nostri connazionali ed il popolo venezuelano. “Stiamo programmando i primi rimpatri di coloro che ci hanno chiesto aiuto direttamente – conferma il presidente del Comitato, Mauro Carta – , rimane attivo il conto corrente dedicato aperto dal Crei per raccogliere contributi da utilizzare per portare aiuti umanitari in Venezuela“. Per donare è sufficiente effettuare un versamento sul conto intestato a “Comitato reg. Acli della Sardegna per l’emergenza in Venezuela”.. IBAN IT 72P0760104800001046531180.Rinnoviamo la richiesta alla Regione – conclude Carta – di impegnarsi i competenti Ministeri per ottenere notizie certe sulla condizione di tutti i nostri conterranei, verificare se esistono situazioni di bisogno o pericoli con la comunità sarda ed eventualmente promuovere ogni iniziativa di solidarietà per aiutare i nostri corregionali“.

Fonte “Claudio Zoccheddu – La Nuova Sardegna”

Sardi in Venezuela: attivo il conto corrente per la raccolta aiuti

Sardi in Venezuela: attivo il conto corrente per la raccolta aiuti

Sardi in Venezuela: la situazione non migliora. Iniziano i rimpatri. Resta attivo il conto aperto dal Crei per raccogliere aiuti

Il Crei Acli sta programmando i primi rimpatri di coloro che hanno chiesto aiuto direttamente e portando avanti la raccolta di contributi attraverso un conto corrente dedicato.

Non accenna a migliorare la situazione in Venezuela: le ultime testimonianze provenienti dal Sudamerica parlano di iperinflazione, difficoltà nell’accedere ai beni di prima necessità e di uno scontro sempre più acceso tra i sostenitori del presidente Nicolas Maduro e l’opposizione guidata da Juan Guaidò.

Nel paese sudamericano, secondo gli ultimi dati Aire disponibili, vivono oltre 350 sardi residenti. Rappresentano solo una parte della vastissima comunità di italiani pienamente inseriti nella società venezuelana che, dopo anni di crisi economica e sociale, vivono in una situazione di precarietà e di povertà.
Con il Paese sull’orlo della guerra civile, sostiene il Crei Acli (Comitato Regionale Emigrazione Immigrazione) è necessario fare qualcosa per aiutare i sardi immigrati, i nostri connazionali e il popolo venezuelano.

“Stiamo programmando i primi rimpatri di coloro che ci hanno chiesto aiuto direttamente – conferma il presidente del Comitato Mauro Carta–. Rimane attivo il conto corrente dedicato aperto dal Crei per raccogliere contributi da utilizzare per portare aiuti umanitari in Venezuela”.

Per donare è sufficiente effettuare un versamento sul conto intestato a “Comitato reg. Acli della Sardegna per l’emergenza in Venezuela” IBAN IT72P0760104800001046531180.

Si rinnova infine, la richiesta alla Regione Sarda di impegnarsi presso i competenti Ministeri per ottenere notizie certe sulla condizione di tutti i nostri conterranei nel paese Sudamericano, verificare se esistano situazioni di bisogno o pericoli per la comunità sarda ed eventualmente promuovere ogni iniziativa di solidarietà utile ad aiutare i nostri corregionali in Venezuela e le loro famiglie.

La crisi della cultura italiana in Turchia

La crisi della cultura italiana in Turchia

La cultura italiana in Turchia ha goduto nel tempo di una posizione di prestigio rispetto a tutte le altre culture che operano nel paese. Attualmente, però, la comunità italiana residente ad Istanbul lamenta problemi riguardanti le scuole italiane e gli Istituti Italiani di Cultura in Turchia ed il conseguente pericolo di perdita della posizione e di immagine dell’Italia nel paese.

Il governo turco, negli ultimi anni, ha stabilito che gli studenti turchi e stranieri residenti nel paese debbano frequentare le scuole dell’obbligo turche. Per garantire un’istruzione conforme a quella del paese d’origine le istituzioni consolari straniere hanno acconsentito al trasferimento di alcune delle scuole entro i confini delle sedi diplomatiche.

I cittadini italiani residenti stabilmente o temporaneamente ad Istanbul hanno accesso all’IMI, Istituti medi italiani, scuole secondarie di I grado (ex scuole medie) e scuole secondarie di II grado (liceo scientifico). L’IMI è una scuola statale italiana riconosciuta dal MIUR, gli studenti che la frequentano acquisiscono un titolo legalmente riconosciuto dallo Stato italiano. Il MIUR cita la Galileo Galilei (Liceo Scientifico), tra le scuole paritarie italiane . Non esiste una scuola elementare statale o paritaria italiana che consenta l’accesso diretto all’IMI. La  Marco Polo è l’unica scuola italiana presente ad Istanbul per i livelli di Scuola dell’Infanzia e Scuola primaria ma, contrariamente all’IMI e alla Galileo Galilei, non è elencata tra le scuole riconosciute dal MIUR e quindi dal sistema di istruzione italiano.

Scuola Marco Polo di Istanbul

Ad ora il governo turco tollera la frequenza della Marco Polo qualora almeno uno dei genitori dello studente sia cittadino italiano o europeo. Non è consentito ad un bambino che sia figlio di due cittadini turchi frequentare la Marco Polo.  Attualmente la Marco Polo è frequentata da 80 bambini italiani, di cui almeno 2 di origine sarda e vi operano 3 insegnanti sardi.

La Marco Polo è situata all’interno dei confini delle sedi diplomatiche italiane. È una scuola gestita da un’associazione turca legalmente registrata in Turchia, perciò sottoposta alla legge turca in base alla quale, per ogni cittadino straniero assunto, l’azienda deve assumere cinque cittadini turchi. La scuola, dunque, per 9 dipendenti dovrebbe assumere altri 45 turchi.

Per il genitore italiano che scelga per i propri ragazzi una formazione i cui programmi si colleghino alla scuola media statale IMI, si pone la criticità di non far assolvere, al proprio figlio, gli obblighi scolastici poiché, attualmente, la Marco Polo è un’azienda privata non elencata nel MIUR il cui titolo non è legalmente riconosciuto e quindi non spendibile in Italia.

Per questa ragione i cittadini italiani, rappresentati dall’Associazione italo-turca – Türk İtalyan Derneǧi, richiedono che la scuola Marco Polo, unica scuola italiana presente ad Istanbul per i livelli di Scuola dell’Infanzia e Scuola primaria, venga riconosciuta dal Ministero come scuola statale o paritaria. Tra i requisiti richiesti nella domanda per il riconoscimento del Miur sarebbe necessario ampliare gli spazi della scuola. I genitori dei bambini che frequentano la scuola si sono già organizzati presentando 3 diversi progetti di ampliamento ma sarebbe necessaria la volontà politica, da parte del corpo diplomatico, di porre in essere il progetto al fine del riconoscimento al MIUR.

Le problematiche poste dal mancato riconoscimento da parte del MIUR non si limitano all’assolvimento dell’obbligo scolastico degli alunni ma riguardano anche la situazione di precarietà degli insegnanti e dei dipendenti della scuola. Essendo la Marco Polo una scuola che fa capo ad un’associazione turca segue la legge turca. Pertanto, per evitare un ingestibile sovradimensionamento del personale, è complicato contrattualizzare i dipendenti.

La mancata contrattualizzazione comporta l’impossibilità ai dipendenti italiani di richiedere il visto per lavoro. Sino ad ora i docenti, pagando, sono riusciti ad ottenere il visto turistico lungo valido per 3 anni. Ultimamente, tuttavia, il governo turco è restio a concedere ai cittadini europei questo genere di visto e non è semplice ottenere un visto se non per coloro che sposano un cittadino turco o sono proprietari d’immobili in Turchia. La situazione di precarietà contrattuale determina un continuo ricambio della classe docente e fa venir meno il diritto alla continuità didattica degli studenti.

Aula magna scuola Marco Polo

La situazione sarebbe diversa se la Marco Polo venisse riconosciuta come scuola statale o paritaria. Agli studenti verrebbe garantita la continuità didattica, la classe docente e gli amministrativi verrebbero selezionati dal ministero e godrebbero di maggiori tutele lavorative, inclusa la possibilità di entrare in Turchia con passaporto diplomatico o con regolare contratto e visto per motivi di lavoro, così come avviene per i docenti dell’IMI.

Alla comunità italiana non interessa la gratuità della scuola Marco Polo  ma il riconoscimento da parte del MIUR al fine di dare la possibilità ai ragazzi di assolvere all’obbligo scolastico e ai dipendenti della scuola di sanare la condizione lavorativa.

I problemi segnalati dalla comunità italiana non riguardano solo le scuole ma anche gli Istituti Italiani di Cultura.

 Già ad Ankara ed ad Izmir gli istituti di cultura, e di conseguenza i corsi di lingua italiana, sono stati chiusi. Izmir è la città nella quale risiede la  maggior parte dei membri della comunità italiana in Turchia (oltre 5000 persone iscritte all’AIRE).

Rimane operativo solo l’Istituto Italiano di cultura di Istanbul, sorto nel 1951, che impiega complessivamente 7 dipendenti.

Le classi della Marco Polo

La l.401/90 sugli IIC stabilisce che uno dei principali obbiettivi di questi istituti sia la promozione all’estero della lingua e della cultura italiana.Sino al 2018 l’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, si occupava della promozione della lingua italiana tramite dei corsi ai quali erano iscritti in media 800-900 studenti ogni trimestre. La quota di iscrizione ad ogni livello di corso è pari a 150 euro; i corsi di lingua, dunque, costituivano la maggiore fonte di finanziamento per l’attività dell’Istituto. Per l’anno 2018/19 i corsi sono stati chiusi senza che questa decisione venisse giustificata. I docenti dei corsi, cittadini italiani e sardi che hanno collaborato con l’istituto per oltre 10 anni, sono stati licenziati e non è stato loro corrisposto il TFR come previsto da contratto. Lo stipendio veniva corrisposto in lire turche e non in euro.

Gli insegnanti non risultano essere dipendenti dell’Istituto ma assunti tramite appalto da una società turca perciò il contratto segue la legge turca. Il Consolato, nel contratto, si è impegnato ad onorare i pagamenti da corrispondere agli insegnanti qualora l’associazione turca appaltatrice, destinataria di una risibile percentuale degli introiti derivanti dai corsi, non fosse in grado di onorare i debiti con gli insegnanti (TFR, contributi).

Facciata della Marco Polo

 

 

Gli insegnanti, prima di far causa al Consolato, hanno chiesto una conciliazione ma gli avvocati della controparte non si sono presentati. I 5 insegnanti, perciò, intraprenderanno a malincuore la causa contro il Consolato in difesa dei propri diritti anche se questo crea loro rammarico per il danno d’immagine che potrebbe derivare agli istituti diplomatici e allo Stato italiano qualora la questione venisse divulgata dalla stampa turca.

I lavoratori coinvolti in questa vertenza chiedono ai nostri rappresentanti in Parlamento di indagare presso l’addetto culturale del Consolato sulle motivazioni che hanno portato alla chiusura dei corsi. Prima che il caso divenga di dominio pubblico, sperano che si giunga a mediazione finalizzata al raggiungimento di una soluzione di buonsenso che preveda l’ottemperamento degli impegni presi dalle sedi diplomatiche.

 

Michaela Nioi

 

Aperte le iscrizioni al corso di “Management Culturale. Buone pratiche per la Sardegna”.

Aperte le iscrizioni al corso di “Management Culturale. Buone pratiche per la Sardegna”.

Management culturale. Buone pratiche per la Sardegna.

Management culturale. Un corso organizzato dal Crei Acli Sardegna in collaborazione con le Acli di Cagliari, Ipsia Sardegna e Blue Sardinia, finalizzato ad informare i futuri operatori della cultura su buone pratiche locali, nazionali ed internazionali di ideazione, pianificazione e gestione di progetti e programmi culturali.

Il corso è diviso in 4 moduli da 4 ore ciascuno e si terrà il sabato mattina dalle 9.00 alle 13.00 nella sede Acli di Viale Marconi 4  a Cagliari.

Il programma del corso è cosi strutturato:

Modulo 1: La società e la cultura in Sardegna

Modulo 2: Attivare la creatività: lo sviluppo dei progetti culturali e la gestione dei processi artistici

Modulo 3:  Marketing e comunicazione culturale

Modulo 4:  Il pubblico e il processo partecipativo

Per informazioni più dettagliate e per le iscrizioni contatta la segreteria al numero 07043039 o alla e-mail acliprovincialicagliari@gmail.com